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Ambiente

"CASO" SANTA CROCE E RISCHIO ESONDAZIONE DEL FIUME LIRI


stampa pagina 2 marzo 2018

Fiume Liri

Il "caso" Santa Croce a Canistro fa emergere gravi problemi di rischio esondazione sul fiume Liri, finora non segnalati.
Nello Studio Idraulico depositato per la V.I.A. dalla Acque Minerali d'Italia S.p.A. emergono problemi per il capannone esistente, possibile "effetto Megalò" su quello nuovo proposto, scrive in una nota stampa il Forum H2O.
Quest'ultimo ricadrebbe in zona agricola, per cui servirebbe una Variante al PRG, e in area a massima tutela per il Piano Paesistico, dove è incompatibile.
La SOA scrive all'Autorità di bacino del Liri-Garigliano, le criticità potrebbero essere ancora più ampie su tutta l'asta fluviale.
Le aree circostanti il fiume Liri potrebbero essere sottoposte a maggiore rischio alluvione rispetto a quanto dicono le carte ufficiali finora disponibili su cui si è fatta tutta la pianificazione dell'area. A far emergere i problemi uno Studio idraulico depositato in Regione dalla Acque Minerali d'Italia S.p.A. nell'ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per il nuovo stabilimento di imbottigliamento delle acque della Sorgente Santa Croce.
La S.O.A. ha prodotto le osservazioni sul progetto nell'ambito di una serie di iniziative che il Forum H2O sta portando avanti nell'area.
Prima di introdurre le criticità sul progetto specifico siamo rimasti esterrefatti, ribadisce il Forum, leggendo i risultati di questo Studio Idraulico in cui emerge che vastissime aree a lato del Liri sarebbero allagate anche con una piena molto limitata, con tempo di ritorno di soli 30 anni cioè piene che si verificano abbastanza frequentemente (si consideri che la pianificazione deve tener conto di tempi di ritorno anche di 200-500 anni).




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