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SPA E LA QUADRA SULLE NOMINE CON AMMINISTRATORI DECADUTI DA MESI
stampa pagina 8 marzo 2018
Si è tenuta stamattina una commissione di garanzia e controllo, convocata dal presidente Americo Di Benedetto sulle società partecipate. Dall’8 gennaio scorso l’Autorità nazionale per l’anticorruzione ancora non risponde ad un quesito sull’incompatibilità dell’incarico a commissario del Centro turistico del Gran Sasso, di Domenico de Nardis, subentrato come uomo di fiducia del sindaco a Fulvio Giuliani, amministratore unico ancora nel pieno del mandato, ma è anche dirigente dell’ente, per questo incompatibile, e della questione si interesserà la nuova segretaria generale Alessandra Macrì, che ha sostituito il dimissionario Giulio Nardi.
La Macrì proviene dalla provincia di Latina, la stessa di Ilda Coluzzi, seduta al suo fianco questa mattina come dirigente con delega alle partecipate. Non era di Latina anche Carlo Pirozzolo? Segretario generale di fiducia di Massmo Cialente, indagato per corruzione ed oggi incaricato alla Provincia di Pescara. Sarà di certo una di quelle coincidenze della vita a cui comunque bisognerà attribuire un senso, se è vero com’è vero che la Coluzzi ha presentato la Macrì al presidente Di Benedetto, che lo ha salutato informalmente, prima che iniziassero i lavori, come persona da non temere tra le minoranze, di certo per modi, argomenti e toni mentre la Coluzzi rilanciava il tentativo, a suo dire, della Macrì, di un cambio di stile all’interno dell’amministrazione al di là da venire. Che avrà voluto dire? Stile nel vestire? O amministrativo?
Noi diciamo che se un segretario deve badare alla legittimità degli atti non avrà nulla da temere perché un atto o è legittimo oppure non lo è, facile, in questo modo, anche arginare gli ossi più duri dell’opposizione.
Ad ogni modo la Macrì dovrà guardarsi le carte sugli attuali ruoli degli amministratori dell’Afm spa e del Sed spa, rispettivamente Giorgio Masciocchi e Carlo Sandolo, che sarebbero al loro posto in regime di prorogatio dall’approvazione dei relativi bilanci, ampiamente superata nei 45 giorni successivi disposti per legge. Dopodiché, secondo le norme citate da Di Benedetto, è subentrata la naturale decadenza a fronte della quale avrebbe dovuto operare il collegio sindacale, peraltro qualsiasi danno fosse stato cagionato sarebbe a carico della proprietà.
Per quanto riguarda Sandolo, c’è un atto articolatissimo a firma di Massimo Cialente, che sarà approfondito dalla quinta, per cui l’amministratore sarebbe stato autorizzato a lavorare in prorogatio con termini normativi e modalità tutti da interpretare.
Fatti da inquadrare bene anche dal punto di vista politico per i commissari, anzi no, per Di Benedetto, Romano e Mancini, unici ad aver partecipato ai lavori con i loro interventi, perché la gran parte dei colleghi come al solito non ha detto mezza parola.
Lo stallo delle nomine tra dirigenza, amministratori unici, ed anche nuovi assessori in Giunta, al posto del neo eletto deputato Luigi D’Eramo, potrebbe inglobare anche vari contentini per un’eventuale anatra zoppa, di cui già si parla. Sarebbero quindi ancora in cerca della quadra, la qual cosa non ce la possiamo più permettere, L’Aquila deve essere amministrata ed è passato quasi un anno dall’insediamento della Giunta Biondi.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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