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BILANCI E TRIBUTI, TRA SCIENZA E FANTASCIENZA DELLA DI STEFANO


stampa pagina 12 marzo 2018

Annalisa Di Stefano Annalisa Di Stefano

Tributi al massimo per la città dell’Aquila anche per quest’annualità.
Stamattina in prima commissione il voto dei commissari, manca solo la Tari, che non hanno avuto le risposte che cercavano a parte la maggioranza, che continua a non aver nulla da dire.
Più soldi all’illuminazione pubblica (un milione e 300mila euro in più); meno fondi ai servizi cimiteriali (200mila euro in meno) ed un milione e 500mila euro in più per “manutenzione e tutela di edifici ed aree comunali”, per un totale di 2milioni e 700mila euro in più di copertura Tasi, rispetto al 2017, “che non risponde neanche alla capacità d’indebitamento dell’ente per contrarre un mutuo”, ha sottolineato Masciocco di Mdp-Articolo uno, entrando nel vivo con la specifica degli aumenti.
Carla Cimoroni di (L’Aquila Chiama) ha chiesto la provenienza di queste risorse, ma l’assessora Di Stefano ha rimpallato agli uffici la responsabilità di fornire i dati, dimenticando di avere la delega anche alla razionalizzazione della spesa, anzi sì, poi lo ha detto, evitando comunque il taglio politico ad un’operazione puramente aritmetica, come ha rimarcato Americo Di Benedetto (Pd), spiegando come si rischia che a pagare siano solo i proprietari di case e neanche quelli che hanno mantenuto la casetta. 1.140 regolarmente registrate in Comune, oltre le circa 3.500 abusive.
Perché non fargli pagare illuminazione pubblica e strade? E come mai schizzano i costi per gli immobili comunali praticamente tutti inagibili per un milione e mezzo in più da pagare?
E’ di certo la tagliola che calerà su tutti gli aquilani per la spesa pubblica che esplode sugli alloggi equivalenti ceduti al Comune, in cambio di una casa a Roma o sulla costa, e per i costi dei circa 400 alloggi del Progetto Case vuoti da mesi ormai e mai assegnati nonostante un bando già esperito, mentre l’assessora Annalisa Di Stefano non ha ritenuto suo dovere entrare nel dettaglio, per spiegare da dove arriveranno queste risorse.
Per Masciocco che ha chiesto direttamente agli uffici i dati sono solo tecnici, come a dire che il costo per l’illuminazione pubblica aumenta del 30%, come se vivessimo in una metropoli, ma la parte politica ne ignora le ragioni. E’ possibile tutto ciò?
Infine a pesare come un macigno una maggioranza di consiglieri del tutto assente sulle tematiche che contano, non studia e non gli interessa approfondire, un’Armata Brancaleone senz’arte né parte. E bene ha fatto Mancini a dire che per fare gli amministratori bisogna studiare, quindi, aggiungiamo, se non gli va andassero pure a casa.
La Di Stefano d’altra parte ha fatto da sé tra sorrisini, risposte non date o poco gentili del tipo “lei è poco informato” a Lelio De Santis (Cambiare Insieme) oppure “quella che lei sta facendo è una lettura superficiale” a Masciocco, che non è proprio l’ultimo arrivato sul fronte finanze e bilanci pubblici, pensando probabilmente di aver fatto un figurone per tre, forse per i 290mila euro di Tasi che vuole usare per alleggerire il comparto industriale, per coprire i quali ricorrerebbe a recuperi fiscali Tasi, sui quali, proprio il capogruppo Mdp, ha fatto notare che non hanno iniziato neanche gli accertamenti.
Ecco, se il buongiorno si vede dal mattino, noi ce ne siamo andati sostanzialmente depressi.

 


Alessandra Cococcetta

 




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