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Ambiente

PIANO RIFIUTI BOCCIATO, MAZZOCCA: "VOGLIONO L'INCENERITORE"


stampa pagina 19 marzo 2018

Mario Mazzocca Mario Mazzocca

Il peggior ministro dell’Ambiente nella storia repubblicana, Gian Luca Galletti, ha confezionato un ennesimo “regalo” a danno della Regione Abruzzo e dei sui cittadini - esordisce così il Sottosegretario Regionale Mario Mazzocca con delega ad Ambiente ed Ecologia in una nota, commentando la decisione del Governo di procedere ad impugnare il nuovo Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti - Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro Galletti, il 16 marzo scorso ha deliberato il mandato all’Avvocatura dello Stato per procedere ad impugnare il Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti, approvato nel dicembre scorso dal Consiglio Regionale e "faticosamente" pubblicato su BURAT Speciale n°12 del 31/01/2018 (ovvero dopo ben 50 giorni !).
Il motivo della proposta di impugnazione è semplice: dati e contenuti del Piano regionale smentiscono clamorosamente quelli del Governo, in base ai quali - non veritieri e massimamente errati - lo stesso intende perseguire la realizzazione di un inceneritore sul nostro territorio regionale.
Come programmato fin dalla Deliberazione n.226/2016, abbiamo avuto modo di dimostrare come non sussistono condizioni oggettive di sorta per insediare un INCENERITORE in Abruzzo, che risulta inequivocabilmente insostenibile sotto il profilo tecnico, ambientale, economico e finanziario.
Peraltro, al fine di avvalorare il suo intento, il Governo evidenzia motivazioni pleonastiche e non suffragate dai dovuti approfondimenti di natura tecnico-amministrativa ed arriva persino ad accusare la Regione di non aver contratto accordi interregionali per sopperire temporaneamente al tema della quota secca residua: evidentemente il funzionari Ministeriali non hanno letto le carte che gli abbiamo inviato da tempo».
"Non commento - continua Mazzocca - le sconclusionate dichiarazioni della Marcozzi. Provo il solito senso di sconforto che mi viene dal constatare che la consigliera continua a intervenire su questioni che non conosce o che, evidentemente, si rifiuta ostinatamente di studiare o approfondire. Spiace, poi, constatare che il consigliere Mauro Febbo, avendo operato poco e male quando era assessore regionale, oggi prenda per oro colato le affermazioni del governo e, sperando nella memoria corta degli abruzzesi, imputi a questo Esecutivo responsabilità che ricadono interamente sulla giunta della quale egli faceva parte. Febbo arriva addirittura a citare il caso della centrale di compressione SNAM di Sulmona, contro la quale la Regione insieme a Comune, Provincia e Comitati Cittadini, sta conducendo una dura battaglia giudiziaria, ma non dice che quando lui era assessore, la Regione Abruzzo è stata continuamente assente, non formulando parere alcuno, nel procedimento per il Decreto di Compatibilità Ambientale del 27 marzo 2011 che diede il definitivo ‘via libera’ all’opera. Febbo non ricorda che la legge imponeva all’Abruzzo di adeguare il proprio Piano Rifiuti entro l’anno 2013, ma nonostante la scorsa consiliatura sia durata sei mesi in più rispetto alla scadenza naturale tale incombenza è stata portata a termine dalla attuale maggioranza di Centro-Sinistra. Febbo, inoltre, a proposito di trivellazioni in mare, non menziona assolutamente chi ha fatto fare marcia indietro al governo sul caso Ombrina e chi, nei cinque anni precedenti, ha fatto solo melina. L’ex assessore Febbo, altresì, non cita il verbale del Comitato Interministeriale del 9 settembre 2009, allorquando lo stesso si limita ad esprimere un timido “NON PARERE” in ordine al mefistofelico progetto Powercrop. Per esigenze di spazio mi fermo qui ma potrei continuare, dal colpevole ritardo degli interventi sul sistema depurativo regionale alla inesistenza di un Piano Cave continuamente annunciato dalla giunta Chiodi ma inesistente, ecc.".
"La verità - incalza nella nota il Sottosegretario - è che abbiamo dimostrato al Governo come la chiara insostenibilità dell’ipotesi 'Inceneritore' in Abruzzo dal punto di vista ambientale (sia per configurazione geomorfologica che per condizioni microclimatiche) aumenta sensibilmente sotto il profilo economico-finanziario: infatti, la quantità di indifferenziato prodotto, che negli ultimi tre anni è diminuita drasticamente, renderebbe oltremodo negativo il rapporto costi-benefici di un’impresa siffatta nella nostra Regione. In poche parole, l’Abruzzo produce una quantità di ‘rifiuto indifferenziato’ (che si riduce costantemente giorno dopo giorno) del tutto insufficiente a supportare la produttività di un impianto di incenerimento. A meno che qualcuno non pensi di sopperire a tale mancanza con rifiuti provenienti da altre Regioni, per esempio da Roma Capitale, laddove le croniche criticità del sistema di gestione dei rifiuti sono lontanissime dall’essere risolte. Anzi …".
"Per tutto quanto sopra - conclude Mazzocca - domani (martedì) 20 marzo, per le ore 11,00, ho convocato una conferenza stampa (Sede Via Passolanciano n.75 – 5° piano) per approfondire, documenti alla mano, la situazione in essere e le iniziative che la Regione Abruzzo dovrà intraprendere, a partire dalla opposizione alla richiesta di impugnativa del Governo".




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