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SPA, NUOVE REGOLE E PASSAGGI CHE SANNO DI CONTROLLO SUI CONSIGLIERI


stampa pagina 21 marzo 2018

Aula Consiliare

Sono passati ieri in commissione il Regolamento sul controllo analogo delle società partecipate e gli atti d’indirizzo per i futuri amministratori per cui appalti e gare, dovranno passare per la Centrale Unica di Committenza obbligatoriamente, bisognerà ridurre la spesa del personale, con prepensionamenti e mobilità tra spa, ed offrire servizi qualitativamente migliori riducendo i costi di esercizio.
Passaggi che abbiamo letto anche nell’atto d’indirizzo del 28 agosto del 2015, quando il Consiglio comunale di allora votò il documento triennale. Più o meno gli stessi passaggi e le medesime penali, allora il referente doveva essere il segretario generale, oggi Ilda Coluzzi, dirigente che ha il controllo analogo sulle partecipate e la comunicazione, tra le altre cose.
Lei sarà la referente di relazioni semestrali e di controlli sul rispetto degli obiettivi gestionali che saranno fissati in una prossima delibera di Giunta, senza attenersi ai quali, senza rispondere nei tempi alle richieste dell’ente e dei consiglieri e senza seguire le direttive alla lettera, a rimetterci fino alla revoca dell’incarico, saranno gli amministratori unici.
Un’altra differenza sta nel fatto che sul divieto di assunzioni e di progressioni verticali o percorsi in caso di esuberi, la precedente amministrazione fissava dei paletti che vedeva nelle organizzazioni sindacali referenti obbligatori, gli atti passati ieri, neanche li contemplano i sindacati, in più, nel nuovo Regolamento, si fissa un passaggio oscuro per cui il consigliere, al quale si vuole assicurare il totale accesso agli atti delle partecipate, che dovranno fornirli entro pochi giorni, deve depositare la richiesta alla Presidenza del Consiglio, motivarla ed assicurare che sugli atti ricevuti manterrà la massima segretezza.
Un passaggio sul quale passa pesante la mano della Clouzzi che sa di controllo, in particolar modo delle opposizioni, da parte di chi governa, ai limiti del rispetto della piena libertà di operare del consigliere, garantita dalla norma.
Comunque qualsiasi scelta faranno gli amministratori delle partecipate, dovranno informare il servizio controllo spa, dalle assunzioni ai contratti superiori ai 40mila euro, per gli altri importi è sufficiente una comunicazione, locazioni superiori ai due anni e mutui. Ma anche con Cialente era così.
Saranno stabiliti degli standard qualitativi misurabili, da inserire nei contratti di servizio, possibili anche ispezioni senza preavviso, per controllare il rispetto degli indirizzi e per le quali sarà redatto un verbale; mentre la remunerazione degli amministratori avrà una quota variabile, attribuibile con punti che vanno da 0 a dieci con parametri da definire. Con meno di quattro punti, si applica la revoca dall’incarico.
D’altra parte la Giunta precedente previde la premialità dei dirigenti, a cui Biondi non fa alcun riferimento, in base ai risultati conseguiti ed attribuita da un Comitato interno composto da tre membri, di cui uno della proprietà. Biondi riporta invece tutto dentro la proprietà, affida ad un settore specifico i controlli e promette di non transigere con chi sgarrerà. Stessa cosa aveva garantito Cialente, ma poi tra ostacoli politici e pressioni consiliari, nulla di fatto, e sono questi i pericoli più spinosi da arginare, piuttosto che il controllo delle libertà delle opposizioni.
Nessuna delle due Giunte, tuttavia, ha messo mano ai quadri dirigenziali delle spa, troppi, i veri costi da abbattere su cui le forze sindacali sarebbero pronte a sedersi ad un tavolo, ma non ci si mette proprio mano.

 


Alessandra Cococcetta




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