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ANATRA ZOPPA, RANIERI (ART.1): “UFFICIALITA’ E SUBITO DOPO DIMISSIONI”. INTANTO L’AQUILA ASPETTA…
stampa pagina 28 marzo 2018
“La cosiddetta “anatra zoppa” in salsa centrosinistra aquilano funziona così. Sei convinto di vincere, tanto che sei sopra di 19 punti al primo turno, dopo che te ne sei mangiati 15 rispetto a un sondaggio di un mese prima. Al secondo turno prendi sette punti di distacco, segno di una chiara volontà popolare. A quel punto fai ricorso ai giudici amministrativi, nonostante l’errore palese di un presidente di seggio che non viene tenuto in considerazione, perché non ti arrendi a dover mollare la mangiatoia. In pratica la via giudiziaria al potere, e chi se ne frega del voto dei cittadini. Di fatto vuoi l’inciucio o il condizionamento dell’attività amministrativa. Non avrai nessuno dei due: ci vediamo nella mischia, comunque vada”, così il sindaco Biondi sul suo profilo social, alla notizia sempre più vicina di una maggioranza consiliare di centro sinistra, nel qual caso, il sindaco rassegnerebbe, almeno fino ad oggi, sicure dimissioni a seguito delle quali torneremmo a rivotare.
Il neo deputato Luigi D’Eramo, ha già gridato al golpe, ed anzi ha annunciato, sulla sua pagina facebook, che ne informerà “il futuro ministro per l’Interno non appena sarà formato il nuovo esecutivo. La democrazia del popolo si rispetta.” per il salviniano eletto a Montecitorio.
Proprio così, per il coordinatore territoriale Mdp-Art.1 Fabio Ranieri, il quale “alle reazioni al limite dell’isterico da parte di esponenti del centrodestra cittadino” reagisce sempre dai social “poiché sento parlare di golpe, via giudiziaria al potere e di rispetto della volontà popolare, vorrei semplicemente far notare" riflette "che riattribuire voti validi (validi!) non assegnati a chi ne aveva diritto per errori all’interno dei seggi vuol dire esattamente rispettare la volontà popolare e la correttezza del voto. E la volontà popolare, piaccia o meno, pare si sia espressa l’11 giugno attribuendo la maggioranza assoluta dei voti alle liste del centrosinistra e il 25 giugno eleggendo invece al ballottaggio Biondi come sindaco. Non è che ‘sta benedetta volontà popolare vale ad intermittenza, eh ...”.
“Detto questo, e ribadito che i candidati ingiustamente esclusi dal Consiglio comunale avevano il sacrosanto diritto di fare ricorso, su una cosa sono d’accordo con il Sindaco: se le indiscrezioni di queste ore fossero confermate si torni subito al voto. Oggi questa città non può permettersi una maggioranza consiliare di un colore e un sindaco di un altro, occorre essere realisti e chiari. Fu proprio questa mancanza di chiarezza da parte di alcuni sul “dopo” che ci porto’ come Art, 1 a non firmare, unici, quel ricorso (lo scrivo alla fine se no sembrava un mettere le mani avanti). Aspettiamo l’ufficialità del riconteggio ed eventuali controricorsi e dopo il Sindaco si dimetta, coerentemente con le sue dichiarazioni, e si torni ad elezioni, che non sono una ‘mischia’” chiude Ranieri, riferendosi alla promessa di Biondi, nel caso di nuove elezioni, “ci vediamo nella mischia”.
L’Aquila nel frattempo, andrebbe amministrata come in un post sisma che ha davvero molto poco di ordinario e troppi temi tosti da affrontare subito.
Ale.c.
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