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RIPRESA ECONOMICA POST SISMA SENZA SMUOVERE L'INTERO SISTEMA
stampa pagina 18 aprile 2018
L’utilizzo dei fondi per la ripresa sarà monitorato dalla Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio, con l’ausilio del Formez, società in house, così da fare un primo bilancio in attesa che si concluda il primo quinquennio di investimenti nel 2020.
L’auspicio è che il 4% per la rinascita sarà sempre accantonato dalle risorse per la ricostruzione, ma potrebbe dipendere dai risultati raggiunti.
“In particolare” specifica la Struttura “gli obiettivi dell’attività di supporto del Formez sono l’aumento della capacità di progettazione e della qualità delle proposte; l’incremento dell’efficacia degli interventi e accrescimento della probabilità di conseguire i risultati attesi, gli impatti positivi sul territorio; l’intensificazione delle attività di concertazione socio-istituzionale e del coinvolgimento delle comunità territoriali; l’aumento della diffusione dell’informazione sull’attuazione del Programma Restart e della partecipazione informata dei cittadini”.
Quanto c’è di tutto questo? Abbiamo pianificato la spesa dei primi 200milioni di euro sui 300 disponibili, la gente ed i territori ne sanno poco, non si riesce a capire ancora se abbiamo imboccato la via giusta come risvolti occupazionali, perché neanche ce lo chiediamo, se può diventare volano per l’economia del territorio, già depressa prima del sisma, innovazione e risveglio.
Sulla “qualità delle proposte” c’è da dire che non sempre sembriamo capaci di guardare oltre, le stesse start up dovrebbero dialogare con le università e con le industrie, generare indotto per i giovani, impostare nuove culture, coinvolgere cervelli e idee, con il 5G, i sottoservizi, l’industria 4.0, a proposito proprio domani la De Micheli andrà con il vice presidente Lolli alla Lazzaroni, ad Isola del Gran Sasso, per un contratto di sviluppo su una nuova fase produttiva dell’azienda dopo i terremoti dell’ultimo biennio.
Ma sono interventi che ancora non smuovono un intero sistema, non lo riusciamo a far sapere fuori, non siamo un esempio, non generiamo nuove culture e non le cerchiamo, non incentiviamo nuovi sistemi, al contrario, sembra solo una serie di pezze economiche messe per dare ossigeno ad un’economia già fallita prima del sisma.
Si spera che il monitoraggio Formez non sia il solito modo di foraggiare una società pubblica in house depressa, decotta, commissariata dal 2014, che oltre la sopravvivenza non avrà voglia di andare. Anche perché per pagare quest’assistenza tecnica, dai nostri 300milioni di euro saranno prelevati 4milioni e 400mila euro. Mica poco.
Alessandra Cococcetta
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