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LE INCHIESTE APERTE SU DI ORIO, E SULLA GESTIONE DELL'UNIVERSITA' DELL'AQUILA

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11 ottobre 2011

1) La Procura della Repubblica, ha aperto un'inchiesta sui contratti di locazione stipulati dall'Università dell'Aquila, dopo il terremoto, per l'ex Reiss Romoli, lo stabilimento ex Optimes e lo stabilimento Acron s.r.l. a Bazzano ed altri locali presi in locazione dall'imprenditore Felix.
Perché non c'è stato nessun bando di gara per reperire i locali, non è stata fatta una preventiva valutazione Ute e vengono corrisposti prezzi, di gran lunga superiori a quelli di mercato?
Sarà la stessa Ute, successivamente, a dire che i prezzi pattuiti sono circa il doppio di quelli dovuti.
Uno dei contratti di fitto, quello per l'ex Optimes, all'epoca di proprietà della Società Gallucci s.r.l., (ma a seguito di sentenza del Tribunale amministrativo, di proprietà del Nucleo Industriale), comprende anche una sostanziosa somma che l'Università dell'Aquila, sta pagando, per la ristrutturazione di quegli stessi locali.
Ma per quale ragione?
Anche per la ristrutturazione l'Università avrebbe dovuto fare una gara d'appalto, invece i lavori, sono stati affidati a trattativa privata, e alla Gallucci s.r.l. stessa.
Il contratto prevede un canone annuo di 1.941.920,04 euro più iva, così composto: il canone di 1.242.528.00 euro, per la locazione dell'immobile, e 699.392,04 euro, per il recupero delle spese che la società locatrice andrà a sopportare, per adattare l'immobile alle specifiche esigenze dell'Ateneo.
La soc. Gallucci s.r.l. ha acquistato l'immobile ad un'asta fallimentare, pagandolo, spese comprese, circa 3milioni e mezzo di euro.
L'Università dell'Aquila, per i sei anni di contratto, andrà a versare alla Soc. Gallucci, circa 14 milioni di euro, per un immobile che la società ha acquistato per circa 3milioni e mezzo di euro. Il rettore Di Orio non ha ancora ritenuto di chiarire, gli incomprensibili contorni di questa vicenda, del tutto svantaggiosa per le casse dell'Università aquilana. Altra irregolarità sta nel fatto che l'Università ha versato alla Gallucci s.r.l., a titolo di deposito cauzionale, un milione di euro in contanti, ma sarebbe stata sufficiente una fideiussione bancaria o assicurativa. Comunque per legge, il deposito non può essere superiore a tre mensilità, per cui non avrebbe potuto superare la soglia legale di 310mila euro.

 

2) La "Fondazione dell'Università degli Studi dell'Aquila", è stata trasferita ad Antrodoco (Rieti), in Villa Mentuccia sulla Statale 17.
Sempre nel reatino, l'Università dell'Aquila ha firmato un "Accordo quadro" con la Società Antrodoco Terme srl, per una collaborazione in ambito didattico, scientifico ed assistenziale, "per le esigenze della Facoltà di Medicina e Chirurgia". Una società in realtà inoperante in campo sanitario, e senza sede, ma sulla carta e per l'Accordo, titolare della conduzione e gestione di una RSA, data per accreditata al Servizio sanitario nazionale, con la possibilità di attivare almeno venti posti letto, per riabilitazione e servizi connessi. In questa struttura, ci si è accordati anche per insediare una Scuola di Specializzazione Universitaria.
Il 28 luglio 2006, la società Antrodoco Terme srl (già in ATI, costituita tra la NUOVA CARREL Spa, la ISIMED Srl e l'impresa Ceccarelli Franco) ed il Comune di Antrodoco, stipulano un "Contratto di affidamento in concessione, per la realizzazione, il completamento e l'adeguamento del complesso riabilitativo e termale di Antrodoco e della connessa attività di realizzazione e gestione della RSA", qualche tempo dopo, la concessionaria Antrodoco Terme srl, sospende i lavori, e da allora ogni cosa è rimasta nel più completo abbandono.
Qualche anno dopo, l'Università di Di Orio stipula proprio con l'Antrodoco Terme srl una convenzione, alla quale segue una vendita, quella del Campo sportivo, da parte del Comune di Antrodoco e a favore di Ferdinando Di Orio. Una vendita condotta senza un avviso pubblico, e con un cambio di destinazione urbanistica, di quel Campo, in turistico-alberghiera, anche se il rettore dell'Università dell'Aquila, ne aveva fatta richiesta per un semplice uso abitativo, avendo sibito, causa sisma, danni nella sua abitazione aquilana.
E infatti il 29 maggio 2009, il prof. Di Orio inoltra richiesta al sindaco di Antrodoco, Faina, per ottenere un terreno per collocarci un prefabbricato, preferendo evidentemente un'abitazione ad Antrodoco piuttosto che all'Aquila. Il 4 giugno 2009, il Consiglio comunale delibera l'alienazione del vecchio campo sportivo di Rocca di Corno (mq. 4.400), a favore del rettore, e al vantaggiosissimo prezzo di 15mila euro. Il 12 giugno, si riunisce la Giunta approvando lo schema di contratto, ed il 27 giugno, il sindaco autorizza un insediamento abitativo, con una destinazione urbanistica che resta alberghiera, chi sa, a quale reale scopo insediativo.
Il "cartello di cantiere" è rimasto esposto pochissimo, in quel vecchio campo sportivo, forse a causa dell'interessamento del Prefetto di Rieti e della competente Procura della Repubblica che, sulla vicenda, ha aperto un fascicolo.

 

3) Nel novembre del 2010, i carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica dell'Aquila, hanno acquisito gli atti relativi a due concorsi, per professore ordinario, banditi dall'Università dell'Aquila nel 2008. Due concorsi che già all'epoca del bando, suscitarono notevoli polemiche interne all'Ateneo, per via di certi strani finanziamenti abbinati ai concorsi stessi. Il primo concorso è stato bandito per il settore "Scienze e tecniche Dietetiche" (codice MED/49), ed è stato finanziato completamente con una fideiussione di 600mila euro, da parte della Selex Service Management Spa, il secondo, per il settore "Scienze e Tecniche Mediche" (codice MED/50) ma dopo un giro sospetto di finanziatori, è stato garantito economicamente da una sconosciuta e non meglio identificata associazione marsicana, denominata ASCMA, con sede sociale a Capistrello, con un' altra fideiussione di altri 600mila euro.
Ma perché Selex Service Management, società di Finmeccanica, è interessata a finanziare concorsi per la Facoltà di Medicina, dell'Università dell'Aquila?
Da quando in qua, una società che si occupa di elettronica per la difesa, sicurezza e quant'altro ed è azionista al 30% della Abruzzo Engineering spa (60% Regione Abruzzo e 10% Provincia dell'Aquila), decide di investire 600mila euro nelle Scienze Dietetiche?
La Facoltà di Medicina dell'Aquila, pur potendo nominare come commissario interno, uno dei suoi docenti, preferisce nominare un certo Antonino Di Lorenzo di Roma - Tor Vergata, notoriamente uomo di fiducia del discusso rettore Lauro. Sul concorso furono presentati alcuni ricorsi, tra cui quello della prof. Maria Giuliana Tozzi e del prof. Marco Valenti. La Tozzi addirittura si premurò, prima dell'esito, di scrivere alla preside della Facoltà di Medicina, Grazia Cifone, una lettera veramente raccapricciante, a cui allegava una nota nella quale scriveva l'esito del concorso, facendo nomi e cognomi dei vincitori, altri candidati avrebbero ricusato i commissari, tra le altre cose, si ventilava uno scambio di favori tra i rettori dei due Atenei.
Tra il maggio ed il giugno del 2008, l'Università aquilana riceve disponibilità a finanziare concorsi per ordinario a Medicina, da parte di società del gruppo marsicano Di Lorenzo, padrone delle ricchissime cliniche private avezzanesi. In una sola settimana ci sono ben tre passaggi di mano, dei 600mila euro a garanzia, tra tre diverse società dello stesso gruppo imprenditoriale, forse perché uno dei candidati, è un rampollo dei Di Lorenzo, ed attualmente è ricercatore a Roma - Tor Vergata, l'ateneo retto da Lauro.
Anche sulla gestione dei concorsi all'Università dell'Aquila, indaga la Procura della Repubblica.



4)
La magistratura aquilana ha aperto un'inchiesta nei confronti del rettore dell'Università dell'Aquila, Ferdinando Di Orio, per una lunga storia di assegni e di presunti ricatti, per cui è indiziato del reato di estorsione, dietro denuncia-querela del prof. Sergio Tiberti, titolare della cattedra di Igiene e Medicina Preventiva, presso l'Università degli Studi dell'Aquila.
Di Orio non riesce ancora a spiegare come mai, sia venuto in possesso degli assegni, emessi dal prof. Tiberti, e a quale titolo lui li abbia incassati. 
Diverse migliaia di euro l'uno, per un totale di centinaia di migliaia di euro.
É stato un prestito ricevuto o fatto?
É un compenso per un lavoro professionale effettuato, e se così fosse dove sono le fatture?
Il rettore Di Orio, anche su questa vicenda, non ha mai ritenuto di dover chiarire nulla, né alla città, né all'Università
degli studi dell'Aquila.

 

Di queste inchieste e di altro, il rettore dell'Università degli studi dell'Aquila, Ferdinando Di Orio, deve rendere conto alla città e alle magistrature. Il resto, sono solo discorsi da bar.  

 

Le vignette

Il pungiglione

PEPPE VESPA, E' MEGLI'E PELE'!!!!!!!
Peppe Vespa, è megli'e Pelé!!!!

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