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“L’Aquila Expò”, le provocazioni di tre artisti approdano nel capoluogo abruzzese

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1 settembre 2014

Quattro banner giganti posizionati sulla scuola elementare “De Amicis”, in piazza San Bernardino, nel centro storico dell’Aquila, con la scritta, richiamante per colori e forme il logo di Expò Milano 2015, “L’Aquila – Itaglia dal 2009”. Sono le opere apparse stamani, all’alba, nel capoluogo abruzzese, che ancora presenta le drammatiche ferite del terremoto del 2009. Le provocazioni dell’artista esplicitista Pep Marchegiani approdano stavolta nella città terremotata, con una mostra collettiva, dal titolo “L’Aquila Expò”, che ha l’obiettivo di «ravvivare il ricordo e stimolare le istituzioni a fare qualcosa di utile».
Collettiva perché, su invito di Marchegiani, altri due artisti hanno posizionato le proprie opere, contemporaneamente, nel centro storico dell’Aquila. Oltre a quelle dell’artista esplicitista, noto per i suoi blitz in tutta Italia, infatti, un lungo filo rosso con tanti nodi è stato posizionato nel piazzale della basilica di Collemaggio. L’idea è dell’artista Massimo Desiato, che vuole così rappresentare i tanti nodi ancora da sciogliere o i nodi della burocrazia italiana. In via San Bernardino, inoltre, è stata installata una riproduzione gigante dell’opera “Gli invisibili” di Fabiola Murri.
I banner 3x1 posizionati sulle impalcature che circondano lo storico edificio della scuola “De Amicis” sono vicini ad uno striscione in cui si legge “21 giugno 2009. Due città scendono in piazza per ‘Amiche per l’Abruzzo’: L’Aquila – Milano”. L’opera di Marchegiani, non a caso, mette in parallelo due città: L’Aquila, che dopo cinque anni non ancora riesce a risorgere e a risollevarsi, e Milano, che il prossimo anno ospiterà l’Expò.
«Il paragone con l’Expò di Milano – spiega Pep Marchegiani – è nelle cifre: servono 10 miliardi di euro per ricostruire la storia e la dignità di una città di 70mila abitanti, ma l’Itaglia – dice l’artista alterando volutamente il nome del Paese, a ricordare il suo libro-parodia ‘Circo Itaglia’ – investe 11,8 miliardi di euro per realizzare una fiera. La domanda è: perché?».
Inevitabile, per Marchegiani, anche il riferimento alla decisione, annunciata dal sindaco Massimo Cialente, di esporre la Bolla di Celestino V a Milano, nell’ambito di Expò 2015. «Complimenti al sindaco – afferma l’artista esplicitista –. Che usi la Bolla del Perdono per riaccendere i riflettori (ormai spenti) sull'Aquila in occasione dell’Expò e ribadisca al mondo che sono più importanti le persone che un semplice business. Se così non fosse sarà come accompagnare le spoglie dell'Aquila per l'ultimo viaggio e celebrare a Milano il funerale del capoluogo abruzzese».
«L’Aquila – aggiunge Marchegiani – è stata fondata nel 1200 per volere delle popolazioni locali di essere Aquilane. L’Aquila è stata distrutta dal terremoto del 2009 e, come allora, gli Aquilani la rivogliono, ma per volontà di alcuni sorridenti squali L’Aquila giace ferita nel corpo. Per fortuna, però, non è ferita nello spirito. L’Aquila è la regina d’Abruzzo ed è per questo che l’abbiamo scelta come palcoscenico per le nostre opere. Perché il futuro di questa città, la sua rinascita può e deve partire anche dall’arte e dalla mobilitazione degli artisti locali».

«Invito tutti i cittadini aquilani – sottolinea Massimo Desiato – a tagliare il filo e a conservare i ‘nodi della burocrazia’ in tasca, per ricordarsi di non accettare più compromessi». «’Gli invisibili’ all’Aquila – afferma Fabiola Murri – perché sono contro la globalizzazione dell’indifferenza, per il ripristino della facoltà d’indignazione; per L’Aquila».
L’attacco artistico all’Aquila arriva dopo gli ultimi blitz promossi da Pep Marchegiani: il 7 gennaio, a Firenze, nell’ambito dell’iniziativa denominata “Fu’Renze”, decine di riproduzioni in chiave esplicitista del David e dozzine di copie del curriculum europeo di Michelangelo, aggiornato al 2014, hanno invaso le vie della cultura, per sensibilizzare sul rilancio dell’arte contemporanea; lo scorso 8 febbraio, invece, il viale che porta alla Reggia di Caserta è stato tappezzato di cartelli con la scritta ‘Vendesi’, mentre lo storico “Rustico da ristrutturare di ampia metratura con annessi terreno e fontana” è finito anche sui principali portali per le compravendite immobiliari, con l’obiettivo di criticare il decadimento del patrimonio culturale e artistico italiano; il 20 marzo l’artista ha vietato simbolicamente l’accesso ai disabili al Ponte di Calatrava, ribattezzandolo Ponte della vergogna; il 13 giugno, infine, Marchegiani ha posizionato agli ingressi dell’Ilva di Taranto e nei punti principali del capoluogo jonico migliaia di alberelli profumati ‘Ilva magique’ per sensibilizzare sul tema dell’inquinamento nella città dei due mari.

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