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Primo piano

“In memoria di Tullio De Rubeis” IL RICORDO DELLA CITTA’


stampa pagina 8 agosto 2008

De Rubeis

Nell'Aula consiliare del Comune dell'Aquila, è stata ricordata ieri la figura di "Don Tullio" De Rubeis, sindaco dell'Aquila per 14 anni, a 100 anni dalla nascita e a 20 esatti dalla morte.
Occasione in cui è stato presentato un libro di ricordi e testimonianze, "In memoria di Tullio De Rubeis", curato da Errino Centofanti e dal figlio, Gian Paolo De Rubeis, oggi presidente dell'associazione culturale costituita proprio per valorizzare il ricordo di questo grande Sindaco, che tutta la città ha amato.
"Il libro contiene una quarantina di testimonianze, foto e documenti delle esperienze di Don Tullio, familiari e pubbliche" ha spiegato il figlio Gian Paolo, raccontando poi la sua emozione e commozione, nello scrivere il suo intervento, e nel fissare punti essenziali che delineassero in maniera compiuta la figura di Don Tullio, come lo chiamavano anche in famiglia.
Sindaco e amministratore, diresse per 37 anni l'ospedale psichiatrico, e tra gli anni 50 ed 80, riuscì ad attraversare le diverse epoche, e i grandi cambiamenti storici, con "scelte sempre condivise dalla città" ha ricordato il presidente del Consiglio, Carlo Benedetti, "un moderato che ha formato tanti giovani, e l'esempio perché la politica possa tornare ad essere diversa. Vorremmo imparare di più dalla sua esperienza".
La presidente Stefania Pezzopane, assente per motivi istituzionali, ha voluto inviare una lettera indirizzata a Gian Paolo De Rubeis, definendo suo padre "il sindaco per antonomasia" ed "un grande benefattore".
Insomma una figura retta, ed un modello per ispirare le future generazioni, ed è per questo che con l'associazione culturale, il figlio Gian Paolo intende "alimentare il suo ricordo, con personalità autorevoli che ogni anno disegneranno uno scenario su cui riflettere e nel quale i giovani possano riconoscersi".
In Aula c'era tanta gente, amici, familiari, ex sindaci e tanti rappresentanti politici di quel periodo, anche di diversi schieramenti, che hanno voluto salutare Don Tullio ricordando come allora, pur con grandi conflitti, nelle grandi decisioni, strategiche per la città, si era sempre tutti compatti.
Don Tullio De Rubeis, segnò la via per costituire collegamenti autostradali, per la nascita dell'ateneo aquilano e della facoltà di medicina, dell'azienda municipalizzata delle farmacie, della mobilità e dei rifiuti; oltre all'ultimo Piano Regolatore Generale, ed alla Perdonanza Celestiniana di cui fu ideatore.
I ricordi e le testimonianze raccolte nel libro sono di diversissimo tipo, "non convenzionali", come ha spiegato il figlio Gian Paolo che per eleganza, grande professionalità medica e passione politica, incarna degnamente oggi l'eredità, soprattutto morale, che gli ha lasciato il padre.
Il sindaco Massimo Cialente, ha voluto ricordare l'appassionata lettera che Don Tullio volle indirizzare agli aquilani al termine della sua esperienza di Sindaco, "quando decise - ha commentato Cialente - che non era più opportuno ricandidarsi al Consiglio comunale, ‘affinché nuove e più giovani energie possano portare avanti i più gravosi impegni che riguardano il futuro della nostra città. Era l'ottobre 1985, Tullio De Rubeis aveva deciso di mettersi da parte per la sciare lo scenario della politica aquilana alle nuove generazioni. Un gesto che credo, non abbia bisogno di troppi commenti".
Un messaggio importante, quello sottolineato da Cialente, nel chiudere la commemorazione; a sottolineare l'importanza del servizio da rendere alla collettività, piuttosto che seguire le brame di potere.
Dopo l'excursus delle fondamentali azioni programmatiche per la città, disegnate da Don Tullio, e di cui oggi Cialente è erede; il primo cittadino si è soffermato su un incontro che De Rubeis ebbe in Aula con i suoi concittadini, e sul suo volto contratto, a ricordo di quanto sia difficile fare il Sindaco, e di quanto "sia gravoso e faticoso, sobbarcarsi i destini di una città".

Ale.c.




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