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AL MERCATO DELLE VACCHE, LA CONTA DELLE 90 MARCHETTE
stampa pagina 23 settembre 2014
Sono 90 e qualcosa, gli emendamenti depositati in segreteria da portare in Aula giovedì prossimo con il bilancio di previsione 2014. La manovra finanziaria più importante dell’ente, talmente importante, che nella parte in cui Cialente doveva spiegare alla città lo stato d’attuazione dei programmi deliberati negli anni precedenti, ha deciso di lasciarla in bianco. E in foto, ne riportiamo la prova. Non ha nulla da dire, evidentemente, zero strategie e 92 marchette, per lo più, per fare solo clientela politica, clientela a destra e manca, per i frazionisti di Sassa, Paganica, Pianola, Bagno, Aragno ed Assergi, per foraggiare a suon di 10mila euro questa o quell’associazione, per inventare ancora soldi da buttare in banche dati inesistenti, non si capisce bene per far mangiare chi, per progetti improbabili sull’assistenza alla popolazione, per 40mila euro, per rappresentazioni medievali, per ingrassare gli amministratori della mensa di Celestino o per invenzioni da 50mila euro, per un Museo della Città, Archivio della ricostruzione, da mettere nelle mani di un pezzo da novanta dell’opposizione, ci dicono sia un tecnico, ce n’è insomma per tutti. Un mercato delle vacche tra le mura dirute di una città spettrale, che ormai può contare solo su una manciata di amministratori che hanno voglia di fare qualcosa. Non c’è un’opposizione, se si vede è solo per favorire la clientela, chi più chi meno, non si sono neanche accorti che nella relazione previsionale e programmatica, sull’attuazione dei programmi, le pagine sono state lasciate in bianco. Oggi in prima commissione, non hanno avuto una parola da dire sul bilancio, sulla mancata programmazione, sul fatto che Cialente porti tra gli emendamenti 15milioni di euro per il Parco urbano a Piazza d’Armi e ancora di fretta, mai in discussione strategica, i milioni per fare la piattaforma ecologica, quando la Regione Abruzzo ha garantito la certezza di quei finanziamenti già da aprile. E’ ovvio che con una minoranza che strilla solo per fare ammuina, quando dietro le quinte si strizzano l’occhio a vicenda perché sanno che il favore è in arrivo, Cialente la farà da padrone fino a fine mandato. Giusto Ettore Di Cesare, ha avuto qualcosa da dire, visto che le spese correnti, riportate in bilancio, sono minori di quelle concretamente consumate fino a fine settembre, non capiamo neanche più se gli uffici tecnici sognano o son desti e cosa ne è, di una manovra che dovrebbe definire strategie e programmazione che a Cialente e alla sua Giunta non interessa affatto diffondere: tanto chi gli dice niente? Della fine che fanno i 24milioni di euro che ogni anno lo Stato gira alla città terremotata per le minori entrate, forse, sapremo qualche dettaglio in Aula, per il resto solo un gran caos. Politico, ma anche tecnico. Con un bilancio monco dell’approvazione dei conti dell’ex Onpi, che hanno aggiustato per il rotto della cuffia, i revisori che dicono sempre di sì, ed è meglio per loro, se no la politica li fa fuori, un segretario generale, garante della legittimità degli atti che pure sull’Imu, e non si sa se è più responsabile lui o la dirigenza, non ha avvisato la politica della necessità del passaggio in Aula, dovranno quindi correre ancora, e non poco, per riuscire ad approvare il bilancio di previsione entro la fine del mese, pena, lo scioglimento del Consiglio. E’ una maggioranza incapace che a propria volta sconta, ed è colpa sua, una macchina che non va, ma a deprimere è il gioco dell’opposizione, talmente ben sistemata su certi assetti che decide, e si vede, di non notare tutto quello che non va. Ed anzi ognuno utilizzerà un proprio stratagemma giusto per farsi notare in Aula, il tempo necessario a vedere se passa il proprio emendamento, poi, per quel che li riguarda, Cialente se la può cantare e suonare, per loro non c’è storia. E parliamo di gente, candidata ad amministrare tra qualche anno L’Aquila che con tutto quello che sta per succedere anche sulla ricostruzione, non trova ancora la spinta per far capire qualcosa di più alla gente.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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