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POLIZIA FERROVIARIA, PIETRUCCI: TUTELARE LO SCALO DI SULMONA
stampa pagina 29 dicembre 2014
Nella seduta del Consiglio Regionale del 09.12.2014, ho presentato una risoluzione a firma mia e del collega Gerosolimo, che impegna i vertici della Regione a tutelare e non chiudere i presidi di polizia ferroviaria di Sulmona e il posto di polizia stradale di Castel di Sangro. Non essendo stata discussa in aula, ed essendo quindi decaduta, torno oggi a presentarla, questa volta solo a firma mia.
Lo scalo ferroviario di Sulmona è il secondo scalo d’Abruzzo, rappresentando lo snodo interno da cui si diramano le linee ferroviarie dirette a Roma, Pescara, L’Aquila, Terni, Isernia e Napoli. L’attività del posto di Polizia Ferroviaria ha consentito fino ad oggi l’identificazione di circa 5000 persone, l’esecuzione di 8 arresti, il sequestro di circa 300 kg di rame rubato, il ritrovamento di 10 minori. Chiudere il servizio metterebbe a rischio l’occupazione dei circa 200 lavoratori che sovrintendono alla gestione di magazzini, in maggioranza privi d’impianti di allarme e che tuttavia custodiscono attrezzature di alto valore, automezzi, materiali pregiati e in particolar modo rame.
Non è possibile consentirlo.
Così come non è possibile consentire che sia dislocato Il posto di Polizia Stradale di Castel di Sangro, fondamentale, piuttosto, grazie alla posizione geografica strategica del Comune che contribuisce attivamente al servizio di prevenzione e repressione di illeciti sulle strade di accesso in Abruzzo. Castel di Sangro è crocevia tra le regioni Campania, Lazio e Molise, in particolare sulle assi viarie SS. 17 dell’Appennino Abruzzese ed Appulo Sannitico, la SS. 83 “Marsicana”, la SS. 16 Adriatica e la SS. 652 “Fondo Valle Sangro”.
Ancora una volta, la scelleratezza dei programmi e dei disegni strategici nazionali, si abbatte come una mannaia sui territori più poveri, considerandoli marginali, inutili ed economicamente poco fruttuosi. Non è così che stanno le cose, e basterebbe calarsi sulle vicende con un atteggiamento cognitivo approfondito e sistematizzato, per rendersene conto.
Chiamo dunque i vertici Regionali a vigilare affinché questo non accada, e affinché il concetto di “razionalizzazione delle risorse” diventi la strada definitiva per ripensare il territorio significando “intelligenza sociale ed economica”, vigilando piuttosto sugli sprechi e la disattenzione verso le leggi e verso i territori che sono da queste regolamentati.
Pierpaolo Pietrucci
Presidente II Commissione Permanente Consiglio Regionale d'Abruzzo
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