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ECCOMI DI NUOVO, E VI DICO CIAO
stampa pagina 30 dicembre 2014
Non è stato facile. Riprendo a scrivere dopo due mesi di sospensione dall’ordine, poiché l’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo ha ritenuto infliggermi questa umiliazione per una stupida storia scritta, tutta vera, che “qualcuno” ha preso al balzo per punirmi della mia “improntitudine” nell’avvalermi di un diritto sacrosanto di cui ognuno di noi dovrebbe poter godere, anche perché (garantito?) dalla Costituzione: “La libertà di stampa e di opinione”. C’è però chi non sopporta che le proprie malefatte siano rese pubbliche ed usa la sua forza politica e la carica istituzionale che (indegnamente?) riveste, per chiudere la bocca a coloro che usano queste legittime prerogative. Bene. Anzi male…malissimo (per loro); perché non solo non resterò muto (o accondiscendente) come “lor signori” vorrebbero, ma riprenderò con maggior lena a scoperchiare i pentoloni di chi agisce in maniera a dir poco opaca.
Per far questo abbiamo bisogno più di prima dell’aiuto di voi, cari nostri lettori, per combattere l’arroganza di certi politici, le ruberie, le mazzette, i favoritismi e nepotismi, le assunzioni clientelari, le gare truccate e, ancor più, gli affidamenti diretti di lavori e forniture miliardarie a trattative private e chiusi nelle segrete stanze, con gravissimi danni erariali. Personalmente e nonostante tutto credo ancora che questo nostro modo di fare giornalismo abbia un futuro, anche se ha trovato continui ostacoli nel passato-presente. Il mio augurio a voi e a noi, per il prossimo anno (e per quelli a venire) è che le cose cambino e che ognuno possa avere certezza di diritto, nell’imprenditoria come in qualsiasi tipo di occupazione e ruolo rivestito.
L’Editoriale e Kiasma Abruzzo sono nati per trasmettere la cultura della salvaguardia e dell’Ambiente, per la salvezza dei Beni Artistici e Architettonici, per l’Arte; per combattere l’inquinamento, il disordine architettonico, la cementificazione indiscriminata delle zone verdi e per il rispetto ambientale.
In questi due mesi ho sentito tanto calore intorno a me, tanti messaggi di solidarietà di colleghi di altre testate, ma soprattutto la solidarietà ed il calore di voi lettori che state leggendo queste nostre pagine e che ci avete prestato fiducia, attenzione ed aiuto economico, senza il quale, certamente, questa nostra bella avventura non sarebbe durata per oltre 22 anni.
Mi piace in questo momento condividere questo nostro successo con una redazione piccola numericamente, ma “grande” per umanità, per i progetti condivisi…per le utopie. Un ringraziamento particolare non può che andare ad Alessandra Cococcetta che ha accettato con coraggio di tenermi in caldo, egregiamente, la (pericolosa?) poltrona di “direttore responsabile”.
Con questo nostro modo di fare giornalismo abbiamo sempre raccontato storie vere, abbiamo scoperto malaffari e abbiamo impedito che altri fossero portati a termine: il nostro è un giornalismo d’inchiesta ed è per questo che è avversato da chi ha poco altro da temere dai troppi servitori di cui è circondato. Sino ad arrivare a minacciare gli imprenditori onesti che ci danno una mano e gli inserzionisti che si avvalgono delle nostre pagine per veicolare il loro messaggio pubblicitario.
A tutto questo è da aggiungere la crisi economica che ha dato un duro colpo a tutte le piccole realtà come la nostra. Ma noi, con testardaggine e sacrifici vogliamo portare avanti questo straordinario progetto culturale. Anche per non darla vinta a questi quattro politici all’amatriciana, privi di cultura e di preparazione, la minima per poter affrontare un così difficile compito.
Per tutto questo vi chiedo di sostenerci. Per impedire la chiusura di uno strumento che racchiude in sé tante cose: dalla carta stampata di questo nostro (e vostro) quotidiano, all’Editoriale online, alle immagini e suoni dei nostri video. Questi sono gli obiettivi statutari di Kiasma: fare cultura nel segno dei diritti e della solidarietà. Quella solidarietà che, voglio sperare, alberghi in ognuno di voi cari lettori, per aver creduto e per aver sostenuto e spero sosterrete, per essere stati con noi e per averci consigliato, a volte anche criticato. Con la speranza di poter condividere ancora “l’utopia” di una società migliore. Anche perché è bello crescere insieme. Grazie. Auguri per gli anni che verranno e “ad maiora semper”.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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