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RIFIUTI, IN ABRUZZO QUATTRO ARRESTI PER SMALTIMENTO ILLECITO
stampa pagina 8 gennaio 2015
Dalle prime ore di questa mattina, la Direzione distrettuale antimafia di L'Aquila, ha dato via all'operazione Terre d'oro. Oltre 100 agenti del Corpo forestale dello Stato stanno eseguendo nelle province di Pescara e Chieti, cinque misure cautelari personali, la notifica di diciotto avvisi di garanzia, il sequestro di tredici mezzi pesanti, la perquisizione di tredici imprese tra Pescara, Chieti, Milano e Roma ed il sequestro per equivalente di circa 3.000.000 di euro. I reati contestati sono attivita' organizzata per il traffico illecito di rifiuti speciali e discarica abusiva
Quattro imprenditori sono stati oggetto della misura cautelare degli arresti domiciliari ed uno della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare imprese. Nell'operazione sono impegnati circa 100 forestali, 30 pattuglie operative e un elicottero del Corpo forestale dello Stato. L'attivita' di polizia giudiziaria, eseguita dal Corpo forestale dello Stato e' coordinata dal comando provinciale di Pescara, sotto la direzione della Direzione distrettuale antimafia di L Aquila. Sequestrati 400mila mila metri cubi di rifiuti. Per i dettagli dell'operazione e' stata convocata conferenza stampa alle ore 11 presso il comando regionale Abruzzo del Corpo forestale dello Stato.
Operazione "Terre d'oro", gli arrestati e gli indagati
Le persone finite agi arresti domiciliari nell'ambito dell'operazione denominata "Terre d'oro", accusati a vario titolo e in conorso di diverse fattispecie di reati ambientali, sono: Filippo Colanzi di 50 anni di Chieti, Carmen Pinti di 47 anni di Bucchianico (Chieti), Gianluca Milillo di 43 anni di Sulmona (L'Aquila), Massimiliano Di Cintio di 42 anni di Pescara. Infine la misura dell'interdizione dall'attivita' lavorativa e' scattata per Emanuele Colanzi di 26 anni di Guardiagrele (Chieti). Gli altri indagati sono Bruno Maria Bazzoni di 69 anni di Brescia, Giuliano Garavello di 56 anni di Forli'-Cesena, Alberto Voltolina di 43 anni di Chioggia (Venezia), Antonio Di Muzio di 52 anni di Chieti, Remo Alessandro Ghignone di 74 anni di Milano, Vera D'Agostino di 56 anni di Moscufo (Pescara), Enzo Perilli di 49 anni di Atri (Teramo), Carmine Rafani di 66 anni di Bucchianico (Chieti), Carla Rubino di 66 anni di Bucchianico (Chieti), Luigi Renzitti di 65 anni di Penna Sant'Andrea (Teramo), Emano Natale di 65 anni di Montesilvano (Pescara), Osvaldo Amico di 48 anni di Lecce ed infine Doriana Buccarello, di 44 anni, svizzera. La conferenza stampa e' stata illustrata dal comandante regionale del Corpo forestale dello Stato Ciro Lungo e dal responsabile del Nipaf (Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale del Corpo forestale dello Stato) di Pescara, Annamaria Angelozzi.
Indagato anche il sindaco di Chieti per corruzione
Perquisizioni in Abruzzo e fuori regione sono in corso, da parte del personale della squadra mobile di Pescara, nell'ambito di una indagine per corruzione relativa alla realizzazione del 'Megalo' 3' che vede indagato anche il sindaco di Chieti, Umberto Di Primo, alla guida del Comune da cinque anni. La squadra mobile del capoluogo adriatico, diretta da Pierfrancesco Muriana, sta perquisendo casa e ufficio del primo cittadino, tra Francavilla al Mare e Chieti. Si tratta di un fascicolo stralcio dell'inchiesta sul traffico illecito di rifiuti condotta stamani dal Corpo forestale dello Stato che ha gia' recapitato quattro arresti ai domiciliari. 'Megalo' 3', e' un progetto di sviluppo del grande centro commerciale di Chieti Scalo. Oltre a Di Primio gli altri indagati in questo filone di inchiesta, sempre per corruzione, sono: Michele Colistro, segretario generale dell'Autorita' dei bacini, oggetto di perquisizioni a casa e negli uffici, in una serie di ditte, tra L'Aquila e Roma, ed Enzo Perilli, titolare della 'Akka', legata al progetto di Megalo', presunto corruttore, anche lui perquisito tra Montesilvano, Chieti, Napoli e Roma. I pm che coordinano l'inchiesta sono David Mancini e Fabio Picuti, della Procura distrettuale antimafia dell'Aquila. Partendo da una segnalazione che riguardava il presunto smaltimento illecito dei rifiuti che si e' concretizzato con gli arresti di stamani, la Forestale si e' imbattuta in una vicenda piu' ampia che riguardava lo sfruttamento di alcuni terreni nell'area vasta dove sorge il Megalo' e dove sono previste nuove speculazioni edilizie. Nell'ambito di questo stralcio di indagine si sarebbero poi seguite alcune piste che farebbero pensare a corruzione per alcuni lavori. Gli investigatori lavorano da mesi sulla vicenda che sarebbe partita da alcune denunce circostanziate e documentate. Il procedimento penale che vede coinvolto il sindaco di Cheti per il reato di corruzione e' diverso rispetto a quello che stamani ha portato all'operazione denominata 'Terre d'oro', con l'esecuzione di 5 misure cautelari, una serie di sequestri e perquisizioni. Entrambi i procedimenti, in carico agli stessi pubblici ministeri, hanno in comune un indagato, vale a dire Perilli. La squadra mobile di Pescara e il Corpo forestale, che hanno cominciato ad indagare su di lui partendo da un altro filone di indagine, avrebbero rilevato, tra l'altro, degli elementi di responsabilita' in merito allo smaltimento illecito di rifiuti (tra marzo 2010 e aprile 2013), incrociando cosi' l'attivita' di indagine relativa all'altro procedimento, quello sfociato nell'operazione 'Terre d'oro'. Per l'ipotesi di corruzione, secondo la ricostruzione degli investigatori, Perilli avrebbe corrotto il sindaco di Chieti e il funzionario regionale con la promessa di utilita' economiche, per la realizzazione di 'Megalo' tre', e in questo caso i fatti su cui si sta indagando partono dal mese di aprile 2013.
Stroncato in Abruzzo smaltimento illecito
Bloccato un importante smaltimento illecito di rifiuti speciali, terre e rocce da scavo, dal Comando provinciale di Pescara del Corpo forestale dello Stato nell'operazione denominata "Terre d'oro", sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di L'Aquila, con la contestazione dei reati di attivita' organizzata per il traffico illecito di rifiuti speciali e discarica abusiva. Eseguite quattro misure cautelari degli arresti domiciliari a carico dei vertici e di tecnici della Emoter srl, prima denominata Emoter sas, ed Eco Strade sas; una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercizio d'impresa all'amministratore unico della Emoter Lavori; il sequestro di sette siti ove sono state smaltiti i rifiuti speciali, oltre 400.000 metri cubi, pari a circa 500.000 tonnellate di terre e rocce da scavo spostate, con la creazione di altrettante discariche abusive con una superficie complessiva di circa 10 ettari; il sequestro preventivo di 13 autocarri per il trasporto e per lo scarico delle terre e rocce da scavo utilizzati dalla ditta Emoter Lavori; il sequestro per equivalente di circa tre milioni di euro derivanti da illecito profitto per la cessione di terre e rocce da scavo in difformita' o in mancanza del piano di utilizzo e per il mancato sostenimento dei costi per il corretto smaltimento del rifiuto. Il sequestro e' stato eseguito dagli uomini della Guardia di Finanza del Gico di L'Aquila. Tredici le perquisizioni nelle sedi legali di altrettante imprese tra Pescara, Chieti, Milano e Roma. Diciotto sono gli indagati, denunciati a piede libero, che a vario titolo ed in concorso tra loro hanno partecipato all'ipotesi delittuosa (proprietari di terreni compiacenti, professionisti ecc...). Sette le societa' coinvolte: E.co. Strade s.a.s., la Emoter s.r.l. e la Emoter lavori s.r.l. con sede legale a Chieti, Energia Verde Spa, con sede legale ad Assisi (Perugia), Soim srl con sede legale a San Giovanni Teatino (Chieti), Saline srl con sede legale a Montesilvano (Pescara), Akka srl con sede legale a Roma, l'associazione "Fondazione Figlie Dell'amore Di Gesu' E Maria - Onlus". Tutte sono interessate da provvedimenti sanzionatori di illecito amministrativo dipendente da reato, in applicazione della specifica disciplina della responsabilita' amministrativa delle persone giuridiche, poiche' e' stato spiegato nella conferenza stampa dal comandante regionale del Corpo foresale dello Stato, Ciro Lungo, traevano interesse e vantaggio dai reati imputati. La normativa sulle terre e rocce da scavo prevede che possano essere trasportate o spostate in sito o ex sito sulla scorta di un piano di utilizzo notificato alle autorita', altrimenti sono da considerarsi rifiuti speciali classificabili con codice 'Cer 17.05.04'. Nei cantieri oggetto di verifica in "Terre d'oro" il piano di utilizzo veniva completamente disatteso ovvero si riscontrava l'assenza dello stesso. Nel corso delle indagini e' emerso che il fine perseguito era quello di limitare i costi di trasporto e, contestualmente, di evitare i costi di smaltimento del materiale di scavo o quello di campionamento e di analisi degli oltre 400.000 metri cubi manipolati. L'indagine nasce del 2011 grazie al ruolo di polizia di prossimita' che viene svolto dai reparti del Corpo forestale dello Stato. Il Nucleo di Polizia Ambientale e Forestale (Nipaf) di Pescara, su un cantiere nella zona di Pescara, ha accertato delle irregolarita' sulla manipolazione di rocce e terre da scavo e sulla relativa documentazione accompagnatoria.
In particolare, la ditta esecutrice dei lavori produceva agli agenti di polizia giudiziaria della forestale documentazione accompagnatoria (cosiddetti formulari) che e' risultata fin da subito di dubbia provenienza. Elemento quest'ultimo riscontrato attraverso controlli documentali incrociati, da sommarie informazioni assunte da persone informate dei fatti e da una perquisizione eseguita nel 2013 a carico della ditta esecutrice dei lavori. Le indagini hanno permesso di accertare l'esistenza di una doppia procedura di contabilita' informatizzata: una ufficiale che veniva fornita agli organi di controllo che venivano di fatto ingannati; ed una occulta e interna nella quale venivano registrati, cantiere per cantiere, tutti i reali movimenti di terre e rocce da scavo, specificando la data, l'autista impiegato per il trasporto, il quantitativo giornaliero trasportato, il sito di carico e il sito di scarico. La scoperta della doppia contabilita', frutto di una specifica conoscenza informatica da parte degli investigatori, ha permesso di togliere il tappo al vaso di pandora e di capire il giro seguito dai rifiuti: il loro smaltimento ha dato luogo a diverse discariche, sia su terreni sottoposti a vincolo idrogeologico, paesaggistico, sia su terreni ad elevata pericolosita' idrogeologica (P3 Piano di assestamento idrogeologico della Regione Abruzzo) ed idraulica. Come nel caso del centro commerciale Megalo' 1 di Chieti ove sono state riempite aree a monte e a valle del centro commerciale, tra cui anche una cassa di espansione del fiume Pescara, per una superficie complessiva di circa 8 ettari. Dai rilievi del Genio Civile sono stati stimati riempimenti fino a 3 - 4 metri in destra idraulica del fiume Pescara, a valle del centro commerciale alterando in modo significativo l'equilibrio idraulico del corso d'acqua. Le indagini sono state svolte dal Nucleo investigativo di polizia ambientale di Pescara e dalla Sezione di polizia giudiziaria presso la Procura della Repubblica di L'aquila. Nell'operazione sono stati impiegati 100 forestali provenienti da diversi reparti abruzzesi e un elicottero del Corpo.
Rifiuti smaltiti illegalmete da cantieri Ikea-Decathlon
Nel corso delle indagini portate avanti dalla squadra mobile di Pescara e dal Corpo forestale dello Stato sono stati ricostruiti i movimenti dei rifiuti smaltiti illecitamente, di cui deve rispondere anche Enzo Perilli, legale rappresentate della societa' Akka di Roma e socio di fatto della Emoter srl e della Emoter lavori srl. In particolare tra i materiali smaltiti illegalmente, con un ingiusto profitto, ci sarebbero, per gli investigatori, anche quelli provenienti dal cantiere che ha portato alla realizzazione del complesso commerciale di Ikea (per circa 260mila metri cubi) a San Giovanni Teatino (Chieti). Altro materiale proveniva, sempre per chi ha portato avanti le indagini, dai cantieri per la realizzazione del complesso commerciale Decathlon (sorto vicino a Ikea), della nuova sede della concessionaria Audi di San Giovanni Teatino, del raccordo autostradale ss 81 Bucchianico - Guardiagrele e altre costruzioni ancora.
Il pungiglione
Taccuino
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