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L'AQUILA CAPOLUOGO, PALUMBO: "NON SOLO ASSE COSTIERO"
stampa pagina 16 gennaio 2015
La recente proposta di legge sul rafforzamento delle funzioni da attribuire alla città dell’Aquila in qualità di città capoluogo di regione, impone alcune riflessioni. Innanzitutto, significativo è il fatto che a presentare una legge per L'Aquila sia stato, insieme al consigliere Pietrucci, il Presidente in persona; lo stesso, ex sindaco di Pescara, ha tenuto a rimarcare la necessità di superare il dualismo tra costa e zone interne. Territori differenti (non a caso chiamati originariamente "Abruzzi"), come diversi sono i ruoli che le due aree possono recitare nelle dinamiche di sviluppo della Regione Abruzzo. Ed è su questa differenziazione che bisogna allora concepire e costruire il contributo che noi, come capoluogo, dobbiamo fornire alla causa regionale.
Bene fanno le città costiere abruzzesi, con a capo Pescara, a costruire legami e prospettive di crescita sull'asse adriatico, è legittimo e comprensibile, ma la macroregione Adriatico-Ionica non è l'unico strumento di indirizzo che Unione Europea e Governo centrale forniscono alla nostra Regione. Ci sono altri progetti, altrettanto importanti, e forse addirittura più strategici, che indicano per l'Abruzzo scenari di sviluppo incardinati anche su direttrici diverse.
Il progetto "APE" (Appennino Parco d'Europa) e il progetto "Territorio Snodo 2", ad esempio, promossi e sostenuti rispettivamente dai ministeri dell'Ambiente e delle Infrastrutture, esaltano invece la centralità dell'Aquila e delle aree interne su due corridoi strategici: quello dorsale con la valorizzazione della montagna, dei parchi, dei borghi e delle tradizioni, da sviluppare attraverso un sistema di relazioni culturali, naturalistiche e ambientali con le altre regioni appenniniche; e quello longitudinale, con l'importante funzione di collegamento da est a ovest in cui l'Abruzzo si ponecome porta d'accesso di Roma sull'Adriatico. Strategie che parlano di un Abruzzo all'interno della Macroregione Mediana, e di un territorio, quelle delle aree interne, baricentrico nei disegni di collegamento infrastrutturali e culturali con le regioni circostanti. È su questi presupposti, allora, che ha senso riaffermare il ruolo dell'Aquila come capoluogo d'Abruzzo, di una "Regione veloce" ma non a due velocità, capace di avanzare su un doppio binario.
Per fare questo però non bastano solo i buoni propositi, occorre piuttosto un diverso protagonismo della città dell'Aquila e della sua classe dirigente da tradurre in proposte capaci di trovare spazio negli strumenti di programmazione operativi regionali. D'Alfonso ribadisce il ruolo dell’Aquila come capoluogo di regione; sta a noi adesso utilizzare questo riconoscimento come stimolo ad assolvere al meglio la rinnovata funzione di guida della regione.
Stefano Palumbo
Consigliere comunale L'Aquila. Partito democratico
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