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Cronaca

CONTRAFFAZIONE, DENUNCIATE SEI PERSONE TRA MARCHE, ABRUZZO, CINA E TOSCANA


stampa pagina 26 gennaio 2015

Guardia Di Finanza 2

Sei persone denunciate, 200mila euro di merce sequestrata, 20 milioni di evasione e 4,5 milioni di beni sottoposti a sequestro: sono i numeri della dell'operazione 'China Factory', condotta dalla guardia di finanza di Macerata e coordinata dalla procura della repubblica del capoluogo, che dopo un anno di indagini ha permesso di ricostruire un'attivita' illecita sviluppata da alcuni imprenditori italiani, ai quali facevano capo diverse societa' gestite da soggetti di etnia cinese, ubicate tra Marche, Abruzzo e Toscana. I reati vanno dall'evasione fiscale a quelli di tutela del 'made in Italy', dall'evasione di dazi doganali e all'illecito trasferimento di denaro contante presso banche della Repubblica di San Marino.
Da quanto e' emerso nel corso delle indagini, gli imprenditori italiani erano soliti acquistare beni da colleghi cinesi senza che venisse emessa fattura o li importavano dalla Cina, dichiarando in dogana un valore inferiore rispetto al corrispettivo effettivamente pagato, in modo da evadere dazi doganali e l'Iva. Borse, borsoni da viaggio, zainetti, cinture, tutti di origine cinese e indiana, venivano venduti spacciandoli per prodotti italiani, grazie all'apposizione di etichette riportanti gli identificativi delle ditte italiane. Secondo gli uomini delle fiamme gialle, la gran parte di questi beni veniva venduta senza emissione di alcuna fattura verso gli imprenditori, operanti in Italia, in Spagna e a San Marino, dove sono stati scoperti alcuni conti correnti bancari, riconducibili agli indagati, alimentati per la gran parte dal denaro proveniente dalle omesse fatturazioni o sotto-fatturazioni derivante dalla vendita e utilizzati anche per effettuare bonifici verso la Cina per il pagamento delle merci importate.




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