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LUCIANO D’ALFONSO GUARDA ALL’UE, CIALENTE A CAPRI O A PALUMBO
stampa pagina 12 febbraio 2015
In Europa c’è il Comitato delle Regioni, composto da 353 membri di 28 paesi Ue e dura in carica cinque anni. Il sindaco di Catania Enzo Bianco, guiderà la delegazione italiana per il prossimo quinquennio, 2015-2020, Piero Fassino sarà il vice presidente, mentre componente dell’ufficio di presidenza è stato designato, con consenso unanime, il presidente Luciano D’Alfonso, con lui anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. Un organismo europeo “costituzionalmente rilevante” ha dichiarato D’Alfonso esprimendo la propria soddisfazione, entro il quale ci si confronterà sulle leggi e finanziamenti Ue, portando gli interessi e le aspettative di Regioni ed Enti locali. Sviluppo dei territori, fondi europei e nuove politiche, il referente sarà Bianco. Di sicuro D’Alfonso ha la stoffa per muoversi bene nello scacchiere internazionale dove cercare di contare di più, la settimana scorsa è andato in visita ufficiale a Tirana, col consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale d’Abruzzo, Giorgio D’Ignazio, il sindaco di Pescara Marco Alessandrini ed il presidente del Consiglio comunale di Pescara Antonio Blasioli. Ad incontrare il primo ministro della Repubblica d’Albania, Edi Rama, per la macroregione Adriatico ionica per cui pensa di voler lanciare Pescara come capitale, costruendo anche requisiti vincenti che la dovrebbero far preferire ad Ancona, grazie all’eccellenza ospedaliera che il governatore medita di voler insediare nell’area Chieti Pescara. Capitale quindi, di capoluogo di Regione neanche se ne parla più, forse scomparirà pure, trangugiato da altri percorsi a più ampio respiro nei quali L’Aquila non risulta inserita in nessun modo. Edi Rama, d’altra parte, ricambierà la visita a Pescara e non credo avrà in agenda la città distrutta dal sisma, il cui problema principale in queste ore, è sostituire nella Giunta Cialente il dimissionario Moroni con Capri, capogruppo Pd in Consiglio comunale o con Stefano Palumbo, consigliere semplice dello stesso partito. Un dilemma che gli starà rubando il sonno, mentre a noi fa mancare l’aria perché il mondo sta andando avanti, si costruiscono reti ed alleanze per contare di più, e Dio solo sa, quanto per L’Aquila sarebbe vitale portare le proprie istanze anche in Ue, con contatti quotidiani. Purché portati da rappresentanti forti, credibili e senza isterie come ormai conoscono ovunque il Sindaco Cialente, capace solo di mostrare il pollice verso, quando qualcuno non gli sta più bene e deve quindi scomparire perché rompe equilibri di piccoli poteri costituiti, che mestano per guidare un città, che forse vorrà diventare principato con proprio conio, tanto Cialente l’ha isolata nella superbia e nell’ignoranza, rendendola incapace di grandi idee e confronti contemporanei.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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