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Regione

SVILUPPO, D'ALFONSO: VOGLIO TOSCANIZZARE L'ABRUZZO


stampa pagina 16 febbraio 2015

Luciano D'Alfonso Luciano D'Alfonso

Il paradosso è che l'Ente regione è un organismo regionalista "che non conosce i numeri sociali della sua realtà" e, di conseguenza, è "incapace di essere efficace". C'è la necessità, quindi, di rompere con il passato per "toscanizzare l? Abruzzo", e intensificare la pianificazione strategica. Il presidente della Giunta, Luciano D'Alfonso, stamattina ha "composto il sacro collegio" di assessori, consiglieri regionali, tecnostruttura regionale, presidenti di enti strumentali, nella sede del Santuario di San Gabriele, dando l'abbrivio ai lavori con una ampia relazione, finalizzata ad "imporre la dritta su ciò che si deve fare". Il Presidente ha evidenziato le gradi criticità dell'Ente Regione rispetto alla difficoltà di rapportarsi con l'Unione europea, l'assenza di obiettivi, di concentrazione, di realizzabilità. La nostra "non è una Regione funzione", perché non è una "struttura organizzata, depersonalizzata" e che non si pone, nello svolgimento quotidiano proceduralizzato, la domanda ultima sulle questioni come l'attrattività degli investimenti, la facilitazione della vita alle imprese, la formazione, la capacità di porsi obiettivi e di pensare per obiettivi. Da qui, la necessità di "insediare oggi una nuova ambizione lavorativa" e di definire un piano dettagliato degli obiettivi, inaugurando un nuovo metodo, quello dello "straniamento dal mondo, del chiamarci fuori dal secolo, per mettersi al riparo dall'ordinario emergenziale", come ha detto il Presidente, aggiungendo di non volersi trovare nella condizione di un "giansenista che si trova ogni quinquennio a governare la Regione, augurandosi che non accada più". Il confronto prosegue con il dettaglio tecnico dei Capi Dipartimento.

 

"ORA UNA LEGGE OBIETTIVO ANNUALE"
Si sono chiusi nel tardo pomeriggio i lavori della Giunta tematica, che si sono svolti nelle stanze del Santuario di San Gabriele a Isola del Gran Sasso. Il confronto tra Esecutivo regionale e Tecnostruttura è stato voluto dal presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, e produrrà una "Legge obiettivo annuale che precisa le dieci grandi questioni da realizzare". Dopo le relazioni degli oltre cinquanta partecipanti, il Presidente ha passato in rassegna gli Assessori. Il vicepresidente, Giovanni Lolli, ha proposto una nuova "iniziativa capovolta, dove la politica indica ciò che vuole, pensando a ciò che manca, perché noi siamo sul punto di fare scelte". Duro il commento dell'assessore alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, che ha parlato, riferendosi ai rilievi della parifica del 12 luglio, di "fallimento della dimensione regionale in questa regione". "Sforiamo i tetti sui dispositivi medici di 50 milioni di euro", una quantità maggiore rispetto alla spesa per beni e servizi che, però, può essere ricostruita per appena il 58 per cento, "ciò vuol dire - ha detto Paolucci - che di 20 milioni di euro non abbiamo traccia". Per Donato Di Matteo, che ha apprezzato l'iniziativa, bisogna incamminarsi sulla strada della sburocratizzazione, dell'adozione dei regolamenti in materia comunitaria per calmierare l'anticipazione chiesta alle Regione dall'Unione europea. L'assessore, Dino Pepe, ha evidenziato la "confusione organizzativa del settore" dopo la chiusura dell'Arssa. "Nonostante tutto abbiamo lottato per evitare il disimpegno delle risorse del Piano di Sviluppo locale". L'assessore al Sociale, Marinella Sclocco, parla di un "vuoto di 17 anni ed un buco di 23 milioni di euro di trasferimenti in meno ai 35 ambiti", gli organismi che gestiscono i servizi alle persone. Mario Mazzocca ha anticipato la notizia dell'adozione del Piano dei rifiuti entro due mesi, la rivisitazione dell'Arta, il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici.




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