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Comune

SAN SALVATORE, IN 130 DA VARIE REGIONI PER APPRENDERE UNA NUOVA TECNICA DI ANESTESIA


stampa pagina 19 marzo 2015

Ospedale Uno 1

Interventi chirurgici molto complessi a paziente sveglio, cioè senza anestesia totale, grazie a una recentissima tecnica per la quale L’Aquila fa scuola ad anestesisti di tutta Italia. Persino le operazioni più dolorose, come quelle ortopediche, nella fase post-operatoria non richiedono, per il controllo del dolore, la somministrazione di farmaci antidolorifici, dando la possibilità al malato di anticipare i tempi della riabilitazione. Al San Salvatore di L’Aquila questa recentissima tecnica anestesiologica, attualmente appannaggio di non più di 4-5 ospedali italiani, è stata introdotta gradualmente da un paio d’anni. E’ una tecnica complessa, che, valendosi della visione degli ultrasuoni, consente di raggiungere con estrema precisione il punto preciso dove posizionare il farmaco anestetico, ottenendo anestesie locali estremamente precise. Si tratta di una tecnica la cui esecuzione richiede una notevole esperienza ed un lungo apprendistato.
Il reparto di anestesia del San Salvatore, diretto dal dr. Tullio Pozone, è da tempo diventato meta di professionisti della specialità da tutta Italia: Torino, Milano, Roma e Palermo, solo per citare le località più importanti. I corsi di formazione, iniziati due anni fa e destinati al personale dalla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, hanno varcato subito i confini della Provincia e dell’Abruzzo, con richieste di partecipazione da tutte le latitudini dello Stivale. Basti pensare che sono 130 gli anestesisti, provenienti da altre realtà della Penisola, che hanno frequentato le lezioni tenute al San Salvatore. Lo specialista a cui l’ospedale aquilano deve tanta considerazione è il dr. Pierfrancesco Fusco e fa parte dell’équipe del servizio anestesia del presidio del capoluogo regionale. Il dr. Fusco è stato tra i primi in Italia a studiare, perfezionare e praticare la nuova tecnica che consente, evitando l’anestesia totale, di annullare la sofferenza del paziente e di mantenerlo cosciente anche durante interventi molto difficili e rischiosi. Infatti, nella quasi totalità degli ospedali italiani, operazioni con elevato coefficiente di difficoltà come l’ asportazione di neoplasie al seno, operazioni al torace o, in senso più ampio, di chirurgia generale, vengono compiute ‘addormentando’ in toto il soggetto da operare.
Il punto di forza della recentissima procedura è costituito dalla capacità del professionista, acquisita dopo un severo tirocinio, di somministrare con estrema precisione il farmaco sul nervo da anestetizzare, in modo da interrompere temporaneamente la trasmissione dello stimolo del dolore. Nella fase post operatoria sono notevoli i vantaggi per il paziente che invece della narcosi viene sottoposto all’anestesia locale: non deve assumere farmaci contro il dolore, patisce meno sofferenza nel post operatorio e, soprattutto negli interventi ortopedici, riprende a muoversi in tempi più brevi anticipando la riabilitazione motoria. Inoltre il dosaggio più leggero, anche per interventi molto complessi, consente di smaltire più facilmente la tossicità dei prodotti assunti. “Ormai”, dichiara il dr. Pozone, “sono gli stessi pazienti del San Salvatore che, venuti a conoscenza delle nostre tecniche ‘light’, ci chiedono di adottare, ove possibile, tale metodica. Il nostro intento è diffondere la nuova modalità tra il personale medico della nostra azienda, obiettivo per il quale teniamo da tempo specifici corsi di formazione. Sedute didattiche che hanno ormai raggiunto una risonanza tale da diffondersi in tutta la Penisola”




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