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L’ALBANIA E’ SEMPRE PIU’ VICINA A PESCARA, LE IMPRESE SONO PRONTE


stampa pagina 27 marzo 2015

La delegazione del Governo albanese a Pescara, con Giovanni Lolli e Giuseppe Di Pangrazio La delegazione del Governo albanese a Pescara, con Giovanni Lolli e Giuseppe Di Pangrazio

Il premier albanese Edi Rama è in visita istituzionale a Pescara, due giorni di incontri e confronti per annusare le opportunità economiche e di scambio che i futuri assetti potranno portare ai territori, in vista della nascita della macroregione adriatico ionica. Una nuova strategia europea che i politici più acuti non si lasceranno sfuggire. Come il governatore D’Alfonso, che era già stato in visita dal premier albanese Rama qualche tempo fa, con il sindaco di Pescara Alessandrini ed il presidente del Consiglio comunale, e ancora oggi con loro, insieme al presidente Di Pangrazio e al vice presidente Lolli. L’Albania è un paese in fortissima crescita, il premier, riconoscendo la leadership indiscussa di D’Alfonso in questo nuovo progetto che coinvolge altre regioni italiane è pronto a concretizzare, rilanciando le potenzialità del proprio paese “perché oggi in Albania c'è una realtà che è quella che gli imprenditori sognano di avere in Italia ma che purtroppo non hanno” ha dichiarato il primo ministro “in Albania c'è innanzitutto un bassissimo costo del lavoro e una pressione fiscale pari al 15 per cento del profitto, c'è poca burocrazia e una manodopera disponibile con un fattore umano importante, nel senso che tutti parlano italiano e non hanno nessun problema ad adattarsi alle esigenze di un imprenditore o di una azienda italiana" . Mentre i settori di interesse per i futuri scambi con l’Abruzzo sono il manifatturiero, l’agricolo, l'energetico, turistico e della digitalizzazione. Una prospettiva niente male, per chi ha lo sguardo lungo e sa stare al passo con i tempi, vedendo nell’Albania, prossima al suo ingresso in Ue, il futuro di tre o quattro regioni italiane che nella costa adriatica cercheranno un nuovo sviluppo vero. Un ragionamento che L’Aquila ancora non fa. Nel senso che in questo nuovo scacchiere economico che l’Ue ha pensato, dovrebbe decidere se agganciare piuttosto le aree interne con Roma, quindi altre possibilità economiche, oppure restare come sta, in uno stato d’abbrutimento civico ed economico che non è dovuto solo al sisma. A voler leggere la cronaca del capoluogo di queste ore, nel pomeriggio di domani, Cialente riceverà al Ridotto le rappresentanze istituzionali di Cremona, per ringraziarle di averci aiutato a recuperare il Ridotto del Teatro comunale dopo il sisma, seguirà un concerto della Sinfonica abruzzese. L’assessore alla ricostruzione Di Stefano, ha invece ufficializzato in mattinata che a breve cominceremo a parlare del documento preliminare del nuovo Piano regolatore, alla stampa è riuscito perfino a dire che viste le sfide della macroregione adriatica, e che l’Abruzzo amplierà i propri confini geografici, bisognerà chiedersi quale ruolo vorrà avere L’Aquila a livello territoriale. E mentre ciò accadeva, nella lentezza brontosaurica con cui solo il capoluogo d’Abruzzo riesce a ragionare, la giovane e rampante Pescara gettava le basi per i futuri scambi commerciali con Tirana. Alla fine della giornata, il premier Rama ha incontrato le imprese pescaresi pronte a buttarsi nei nuovi affari senza farsi mangiare dalle tasse. Questa, è realtà concreta.


Alessandra Cococcetta




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