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Comune

FITTI PER IL COMMERCIO, CIALENTE A CIONI: MA DAVVERO VA TUTTO BENE?


stampa pagina 23 aprile 2015

Massimo Cialente

Leggo risposte da parte di proprietari di Centri Commerciali che mi riassicurano di avere affitti molto contenuti, in linea con i prezzi di mercato. Sono contento di queste precisazioni anche se non conosco il valore di mercato a cui si fa riferimento, né i prezzi fissati per coloro che sono stati costretti a ricollocarsi dopo la tragedia che ci ha colpiti nel 2009.
Vorrei rassicurare che come purtroppo si è dimostrato in questi anni io non sono "abituato a sputare fuoco alla cieca", come afferma Alfonso Specchio. Visto che poi, di nuovo purtroppo, ho sempre avuto ragione. Che nella nostra città il prezzo di affitto per le attività commerciali sia altissimo è un dato di fatto, a meno che i tanti commercianti che si rivolgono a me, non vengano tanto per passare il tempo o addirittura a prendermi in giro.
A questo proposito, mi stupiscono molto le affermazioni del Direttore di Confcommercio, l'amico Celso Cioni, che dovrebbe più di me conoscere il problema, più di me assistere gli esercizi e raccogliere le loro grida di dolore, tutelandoli. Fa balzare dalla sedia, il fatto che lui non trovi proibitivo la cifra di 30/35 euro a metro quadro che oggi, secondo la sua dichiarazione si paga. Vuol dire che in questa situazione di crisi per un negozio di 100mq un commerciante, qualunque sia il settore merceologico, paga 3mila o 3mila e 500 euro al mese. Proibitivo.
In un mercato dominato dall'implacabile legge della domanda e dell'offerta, il Comune dell'Aquila, non avendo a disposizione nessuno strumento normativo, ha potuto e può fare ben poco per calmierare i costi se non esercitare una moral suasion. Il Comune ha assecondato tutte le richieste della Confcommercio, prima delle quali è stata la ricollocazione degli ambulanti con un intervento in Piazza d'Armi costato 1milione e 800 mila euro.
Diede il suo consenso alla proposta di aprire oltre 100 negozi con agibilità provvisoria nel centro storico, cosa poi non concretizzata dalla Confcommercio. Per quanto riguarda l'ipotesi di intervento di creazione di un Centro Commerciale della Confcommercio presso la Ravit, a quello che risulta al Comune, fu un'operazione caratterizzata da scarsa concretezza, con una lentezza che comportò la cessazione della validità della delibera per la ricollocazione delle attività commerciali nei centri storici, che non era appannaggio del Comune bensì della Regione Abruzzo. Stupisce che il direttore della Confcommercio ignorasse ed ignori anche questo aspetto normativo.
Lascio al giudizio degli imprenditori del commercio e dell'artigianato, giudicare se ho “sputato fuoco alla cieca”, ribadendo che la porta del mio ufficio è sempre aperta per ascoltare le loro segnalazioni. Ribadisco, inoltre, che nella redigenda legge per la ricostruzione, ho proposto di inserire un netto aumento delle tasse fino al 50%, per chi mantiene sfitti i locali commerciali rimasti agibili in centro storico, sgravi fiscali per i primi quattro anni per i commercianti che riapriranno in centro storico ed il diritto di prelazione, con i fitti del marzo 2009, per i commercianti artigiani che avevano la loro attività nel centro. Mi sarei aspettato proposte in tal senso anche dalle Associazioni dei commercianti.

 

Il Sindaco,
Massimo Cialente




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