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CANI IN SPIAGGIA, DIETROFRONT DELLA NUOVA GIUNTA REGIONALE
stampa pagina 28 aprile 2015
La maggioranza in Regione vuole modificare la legge che garantiva l’accesso agli arenili per i quattro zampe. Dopo la contestata Legge Regionale “ammazza - cani”, diventata accettabile soltanto grazie all’approvazione delle decine di emendamenti presentati da LNDC, LAV ed ENPA, la Regione Abruzzo torna a mostrare una totale insensibilità nei confronti dei migliori amici dell’uomo. La Giunta presieduta da Luciano D’Alfonso ha infatti presentato un progetto di modifica della LR 19 del 2014 riguardante le “Norme per l’accesso alle spiagge degli animali d’affezione”. Una legge che ha rappresentato un enorme passo avanti sul fronte della civiltà, garantendo a cani e gatti la possibilità di accedere a tutte le spiagge regionali tranne per quanto riguarda le aree interdette, appositamente segnalate. A tale scopo, i titolari di concessioni demaniali sono tenuti a comunicare al proprio Comune le misure limitative all’accesso degli animali alle spiagge, mentre i Comuni stessi possono individuare le aree in cui l’ingresso è vietato ma sono tenuti a prevedere almeno un tratto di spiaggia libera in cui è consentito.
Le modifiche proposte dall’attuale maggioranza ribaltano completamente il senso di questa legge. Già nell’articolo 1, che attualmente recita “la Regione garantisce l’accesso alle spiagge di cani e gatti accompagnati”, la Giunta Regionale propone di sostituire la parola “garantisce” con la parola “promuove”. Inoltre, secondo la modifica proposta, i Comuni non dovranno più individuare e segnalare le aree in cui l’accesso è vietato ma “possono individuare zone di accesso agli animali”. Esattamente il contrario e senza alcuna garanzia che lo facciano, visto che è una loro facoltà e non un obbligo. Un’altra grande limitazione è rappresentata dal fatto che i titolari di concessioni potranno consentire l’accesso solo a cani di piccola taglia non oltre i 10 kg. Infine, la legge attualmente in vigore consente la balneazione degli animali sotto la stretta sorveglianza del proprietario, mentre la modifica proposta è vietare loro l'ingresso in acqua salvo nelle aree consentite. Insomma, uno stravolgimento totale che renderà di fatto le spiagge nuovamente inaccessibili agli animali. Fortunatamente queste modifiche sono state per ora bloccate dall’opposizione, in particolare del M5S che ha fatto notare quanto siano controproducenti da un punto di vista turistico e il tutto è tornato in Commissione.
Lega Nazionale per la Difesa del Cane constata con amarezza che la Regione Abruzzo, “regione verde d’Europa”, non si dimostra affatto all’altezza del suo nome e non mostra l’adeguata sensibilità verso gli animali e l’ambiente. Pensiamo anche all’immobilismo politico, salvo alcuni proclami non seguiti dai fatti, rispetto all’imminente realizzazione dei pozzi petroliferi al largo delle coste teatine, a ridosso del costituendo parco marino, che rischiano di comprometterne il delicatissimo ecosistema. È assolutamente inaccettabile che una regione con un potenziale naturalistico enorme come l’Abruzzo decida di avere delle piattaforme petrolifere a poche miglia dalla propria costa e non consenta l’accesso degli animali in spiaggia. Sembrerebbe quasi che una parte della classe politica della Regione voglia a tutti costi segnare un clamoroso autogol!
Lega Nazionale per la Difesa del Cane
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Taccuino
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