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MIA CASA: NO ALLA VENDITA DELLE CASE POPOLARI
stampa pagina 4 maggio 2015
Il Mia Casa d'Abruzzo è fortemente contraria alla proposta di “vendita” generalizzata delle Case Popolari che il Consiglio regionale discuterà nella seduta del 5 maggio prossimo, e chiede invece il ripristino del riscatto graduale e sociale degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica ed ex-GESCAL a favore degli Inquilini e degli Assegnatari abruzzesi che ne hanno diritto, per quanto da essi già versato in questi anni allo Stato e alla Regione Abruzzo.
Non è responsabilità degli Inquilini se le ATER abruzzesi si trovano in una fase di pre-dissesto e versano in gravi difficoltà economiche e finanziarie, e non è “giusto” che il Consiglio regionale approvi il Progetto di Legge n. 63 del 2015 presentato dell'Assessore Di Matteo e approvato dalla Giunta Regionale di centrosinistra.
Poichè sulla medesima materia è già intervenuto il Parlamento, ed il Governo Renzi, con un apposito Decreto dei Ministri Lupi, Padoan e Lanzetta già pubblicato sulla Gazzetta Ufficia, il Mia Casa d'Abruzzo chiede al Consiglio regionale di non procedere alla approvazione del Progetto di Legge, ma di accogliere, invece, con urgenza assoluta, la proposta degli Inquilini per il ripristino del “riscatto graduale e sociale” delle Case Popolari ed ex-GESCAL, il quale riscatto non ha niente a che vedere con una “vendita generalizzata” che non permette di recuperare e defalcare sia i contributi GESCAL già versati per tanti anni e accantonati presso la Cassa Depositi e Prestiti e sia gli stessi canoni di affitto pagati dal momento della assegnazione e fino all'atto di effettivo riscatto.
Le famiglie abruzzesi attualmente assegnatarie di una Casa Popolare ed ex-GESCAL sono 20.258 ed il loro reddito complessivo, come è noto, è molto basso: più del 57% per cento di esse si trova appena al di sopra del livello di povertà; il 24% sotto al livello minimo di povertà; il restante 19% vive in condizioni di estrema indigenza. Queste famiglie non avranno mai la possibilità economica per acquistare la loro attuale abitazione, ma potranno farlo solo attraverso il ripristino della forma del riscatto, come era stato stabilito con le Leggi istitutive dell'INA-Casa, della GESCAL e degli IACP.
Il Consiglio regionale deve “stoppare” il Progetto di Legge della Giunta Regionale poiché, se approvata, essa verrà certamente “osservata e rinviata” dal Governo, in quanto la “vendita generalizzata” da parte delle ATER dei singoli alloggi e anche di interi edifici e caseggiati popolari (in gran parte fatiscenti e bisognosi di immediati interventi di manutenzione e riqualificazione) verrebbe attuata dalla Regione Abruzzo con procedure di alienazione completamente in contrasto con quelli stabiliti dal Decreto dei Ministri delle Infrastrutture, dell'Economia e per gli Affari Regionali, che è uno specifico Decreto attuativo di una Legge già in vigore e già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
La proposta della Giunta Regionale sconvolgerà la vita quotidiana di migliaia di famiglie abruzzesi, molte delle quali, non avendo i mezzi economici per acquistare in contanti la loro attuale abitazione, saranno sottoposte a “mobilità obbligatoria”, con la conseguenziale perdita del diritto al “riscatto”, sancito dall'art. 47 della Costituzione Italiana.
La Giunta Regionale e l'Assessore Di Matteo facciano un passo indietro e ritirino la loro proposta “ingiustificata”, poiché le conseguenze saranno disastrose e distruggeranno quella “coesione sociale” pazientemente costruita con la approvazione della “bella e giusta” Legge Regionale n. 96 del 1996 e grazie all'impegno “sincero e disinteressato” ed alla straodinaria sensibilità umana dell'Assessore Regionale Filadelfio Manasseri, recentemente scomparso e compianto da tutti gli Inquilini abruzzesi, del Presidente della 2^ Commissione Consigliare Angelo Di Rosa e del Presidente della Regione Antonio Falconio.
Pio Rapagnà
Il pungiglione
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