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DOPO L’ADUNATA TORNIAMO AL QUOTIDIANO, UNA SFIDA….
stampa pagina 18 maggio 2015
Dopo la sbornia di allegria e vitalità dell’Adunata nazionale degli Alpini, sarà dura tornare al quotidiano aquilano fatto di strade rotte, di marciapiedi impraticabili, di verde abbandonato, di lampioni divelti, a guardare la Fontana Luminosa inaccessibile o Palazzo Margherita, il simbolo della comunità aquilana drammaticamente chiuso, buio e spettrale, nonostante le donazioni delle Bcc di oltre 5milioni di euro fin dall’aprile del 2009. Gli Alpini hanno portato anche l’esempio agli aquilani, parole di esponenti Ana, l’Associazione nazionale alpini, che nessuno potrà sottovalutare, né la politica che non riesce a dare un solo segnale ad una comunità che ha bisogno di guardare avanti con ottimismo, né la comunità, seduta sull’assistenzialismo per cui non alza un dito o un mattone senza lo Stato. Gli Alpini sono magici, in pochi lo sapevano veramente in molti ne hanno oggi la consapevolezza, li ho visti senza sorriso scoprire di sera le vie interne del centro storico, da Costa Masciarelli a via Sassa, passando per l’Annunziata, risalendo per i Gesuiti fino allo spettro di Palazzo Margherita, non ridevano più mentre la musica si faceva lontana, come non ridono più quei pochi aquilani che nonostante tutto in centro continuano ad andarci, anche se non c’è più nulla. Il Comitato organizzatore e l’Ana hanno fatto l’impossibile perché all’Aquila andasse tutto bene, hanno avuto la piena disponibilità dei dipendenti comunali e di alte strutture pubbliche e come una vera macchina da guerra, nel senso dei grandi eventi, sono riusciti a coordinare al meglio la quattro giorni. Il Sindaco non ha fatto altro che dargli le chiavi della città, senza mettere becco, per una volta almeno, sull’uso di una città disabitata e vissuta liberamente dagli amici alpini, che nel rispetto civico più totale ma senza regole, hanno fatto la loro Adunata con la gente d’Abruzzo. Un punto oscuro resterà quello dei Progetti case, i 19 quartieri dormitorio parecchi dei quali ospitano anziani del centro storico, i quali si sono rammaricati di non aver potuto partecipare con le navette per ovvi motivi, ma gli avrebbe fatto piacere avere un po’ di allegria sotto i loro alloggi isolati e senza vita. Non ci ha pensato nessuno ma non ne hanno fatto un motivo di rabbia e in questo momento va benissimo così anche se fa male al cuore. Speriamo di non perderci in polemiche lunghe stagioni intere, solo per dire al bar chi ci aveva colto e chi no, senza rimboccarsi le maniche com’è stato per sei anni, tornando a sedersi per pensare alle mattonelle migliori per la propria casa oppure, come mi auguro non continui a fare il Sindaco Cialente, a pensare che l’ottimismo di una comunità sia finalmente seguirlo nei suoi progetti fantasmagorici solo annuendo, perché lui solo sa qual è la strada giusta. Di sicuro un percorso in salita, smaltita la sbornia di vita e di allegria.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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