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LE POLITICHE DEPRIMENTI, CONSERVATRICI E REAZIONARIE PER L’AQUILA
stampa pagina 6 luglio 2015
A leggere le dichiarazioni ufficiali della senatrice Pezzopane alla presentazione dell’edizione 2015 de I Cantieri dell’Immaginario, troviamo conferma all’unica certezza di questo post sisma, e cioè che la ripresa economica e produttiva la stanno decidendo nelle stanze della Regione, con due massimo tre teste pensanti, con i rispettivi poteri decisionali, e quelli saranno i giochi. “Ho mantenuto l’impegno di assicurare, nella legge per la ricostruzione, il 4% dei fondi alle istituzioni culturali, questo finanziamento non può essere sostitutivo, ma aggiuntivo, a quello ancora assente di altri Enti e Istituzioni pubbliche, che devono assumersi l’impegno di sostenere la cultura aquilana” con queste parole la senatrice Pd conferma la primaria volontà politica, manifestata in una delle tante bozze circolanti in Regione sulla legge per la ricostruzione, per cui è già stato messo nero su bianco che quel 4%, prima era il 5%, finanzierà le attività del Fus. Quelle che altrimenti verrebbero trinciate dalla riforma sui beni culturali, da cui è nato un Miabct più snello e votato alla produttività, che trancia i contributi fissi a prescindere, per associarli alla produttività, alla qualità e al merito. Il Ministero “allineerà il contributo con il valore creato da ciascun operatore, ridisegnando il sistema delle contribuzioni”, il che vuol dire anche allargare al resto del mondo culturale, non solo a chi è agganciato da decenni e campa di rendita e stipendi fissi. Fondi legati alla produttività è un concetto bruttissimo se legato alla cultura, tuttavia quello stesso concetto la senatrice lo fa proprio, insieme all’assessora alla Cultura Betty Leone, per assicurare i fondi della ripresa del cratere non a qualunque attività potenzialmente produttiva nel mondo della cultura, ma solo a quelle storiche che magari di culturale hanno mantenuto poco, devono però garantire fior di stipendi, ancorché qualità e produzione che non sia un semplice cartellone che potrebbe fare chiunque. La Leone ha oggi dichiarato che la cultura è uno dei filoni per la ripresa post sisma, ma con queste politiche asfittiche, deprimenti, conservatrici e reazionarie, non ci sarà mai spazio per nuovi respiri che diano un altro futuro possibile all’Aquila. Hanno fallito con la candidatura a Capitale europea della Cultura 2019, continuano a tarpare le ali ad una città che vorrebbe molto di più che non la conservazione di vecchie posizioni di gente entrata in enti solo per avere un ruolo, un incarico, spesso solo per favore, stiamo regredendo lì dove non avremmo mai pensato di tornare e cioè nell’immota manet di sempre. Di recente i giovani del Pd sono usciti con una sorta di manifesto politico per un cambio di rotta in vista delle future elezioni comunali, vorrebbero discutere anche di questo famigerato 5% per la ripresa, ci dispiace per loro, ma la notizia è che è già stato deciso. Senza di loro, senza la città, L’Aquila non si smentisce mai neanche con una politica di sinistra che si spaccia per innovativa, anzi, peggio, per rivoluzionaria.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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