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SENZA PIANO REGOLATORE, SCUOLE DA RICOSTRUIRE SOLO IN PERIFERIA


stampa pagina 8 luglio 2015

Stefano Palumbo, Enrica De Paulis, Maurizio Capri Stefano Palumbo, Enrica De Paulis, Maurizio Capri

E’ prevista per la metà di aprile 2018, la fine dei lavori della prima scuola che il Comune dell’Aquila riuscirà a ripristinare, la primaria Mariele Ventre di Pettino. A nove anni dal sisma, con 226milioni di euro a disposizione dal 2009, senza avere ancora un Piano regolatore, e Cialente lo ha promesso in ben due campagne elettorali, e senza sapere ancora cosa ne sarà delle scuole, prima ubicate in centro storico. Lo ha detto stamattina in seconda commissione l’assessore competente Maurizio Capri, per il quale il dibattito è ancora aperto. Sempre dopo sei anni. Sappiamo per certo che ci saranno due poli, elementari e medie, uno nella parte est della città, a Paganica, l’altro a Sassa per la zona ovest, a servire la gran parte della popolazione che ormai vive lì, e abbiamo saputo che c’è una programmazione per la ricostruzione delle scuole da trovare sul sito istituzionale del Comune, ma l’iter burocratico è troppo lento, ci sono lungaggini che la dirigente incaricata De Paulis ha pubblicamente denunciato, per arginare le quali, la politica locale non ha urlato una sola parola, presa com’è stata ad occuparsi esclusivamente della ricostruzione privata, quella che porta favori, quella che vuole la gente. E’ una buona notizia, quella su cui ha puntato l’attenzione Stefano Palumbo, che presiedeva la seconda commissione, per cui nascerà un laboratorio di ricostruzione partecipata per coinvolgere giovani, studenti e professionisti che selezionerà Mario Cucinella, l’archistar che farà anche il masterplan della struttura che avrà sede a Sassa, conterà su ActionAid, che s’è ben inserita, per la comunicazione e troverà sede provvisoria nella struttura in legno a Santa Maria di Farfa. Un vero esempio di partecipazione, per Palumbo, che auspica possa essere utile anche ad aprire un buon dibattito sulla ricostruzione delle scuole nel resto del Paese. E gli riconosciamo la sensibilità, ma il punto dolente è un altro. Intanto la burocrazia pesante per cui il progetto per la scuola d’Arischia è fermo da molti mesi alla Centrale unica di committenza, che oltre a garantire, forse, l’anticorruzione, rischia di essere l’imbuto di quel poco di risorse che abbiamo per ricostruire. La Giunta Cialente, ha peraltro scelto, senza consultare gli aquilani, di concentrarle nelle periferie, togliendoli alla Carducci e alla scuola elementare del Viale in centro. Non sapendo senza Prg, cosa potrebbe accadere. E’ la scelta giusta? Dopo sei anni ancora non sanno cosa ne sarà della de Amicis a San Bernardino, secondo Capri i bambini non ci torneranno, i musp cadono a pezzi, il professor Properzi ha consigliato una certa prudenza, nelle concentrazioni di bambini nei due poli scolastici, che dovrebbero invece andare a scuola a piedi con le famiglie, mentre si rischia davvero di lasciare il centro disabitato. Anche perché le frazioni dovranno ritrovare la propria valorizzazione, secondo il consigliere, e non supplire a quanto offriva prima il centro. A sentire l’assessore anche il campus all’ex Caserma Rossi resterebbe un’ipotesi, “senza pianificazione” per Capri “si parla d’aria fritta”, ma gli anni passano e la città assume una forma confusa e disordinata ma definitiva, perché continua a mancare un’idea ed una politica vera che riporti subito, senza perdere tempo, le persone in centro. In compenso Capri ha dichiarato che per le progettazioni si rivolgeranno ad esterni, cosa a cui hanno sempre puntato, rifiutando i tecnici offerti gratuitamente dall’Usra retto dal dimissionario Paolo Aielli.


Alessandra Cococcetta




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