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CONFISCA DI UN APPARTAMENTO A DI ORIO?
stampa pagina 16 luglio 2015
Si sta mettendo male, per Di Orio, nel processo che si sta celebrando nel tribunale di Roma e che vede lo stesso accusato per concussione nei confronti del Prof Sergio Tiberti. Come i nostri lettori ricorderanno, l’ex (per niente magnifico) rettore dell’Università dell’Aquila è stato rinviato a giudizio per aver estorto al Tiberti, titolare della Cattedra di Igiene e medicina preventiva, la somma di oltre 200milioni.
Il Di Orio è accusato del reato di cui agli artt. 81 cpv…317 c.p. “poiché con più azioni e in esecuzione del medesimo disegno criminoso, abusando delle qualità e dei poteri connessi alle sue funzioni pubbliche 8dapprima di Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia e poi di Rettore dell’Università dell’Aquila), costringeva o comunque induceva Tiberti Sergio a corrispondergli somme di denaro in assegni, un’autovettura KIA Picanto oltre alla differenza prezzo della sostituzione di quest’ultima, con una Citroen C2 modello Batman, compreso il premio d’assicurazione, soggiorni in albergo a Napoli ed abiti sartoriali; il tutto ottenuto minacciando implicitamente ed esplicitamente il Tiberti, in caso di rifiuto, di ripercussioni negative nell’ambito della sua carriera universitaria; minacce quest’ultime effettivamente portate a compimento allorquando il Tiberti, si è rifiutato di versare ulteriore denaro…”.
Nell’udienza odierna, prima della discussione e quindi a dibattito ancora aperto, il PM dott. Fava, ha chiesto alla corte di acquisire ulteriore documentazione, oltre la pianta di un appartamento, acquistato recentemente dal Di Orio e precisamente l’attico e superattico in Via Rodolfo Lanciani in Roma, con l’evidente scopo di confiscarlo in favore del Prof. Tiberti, parte civile nel processo. Ma non è finito lì; perché l’avv. Tamburrini, di parte civile, ha chiesto in base all’art. 507, di disporre una indagine suppletiva, atta ad accertare chi avesse depositato presso l’ISPESL (Istituto Superiore per la prevenzione e la sicurezza), un libro “taroccato”, firmato anche dal Di Orio, che non avrebbe minimamente partecipato né alla ricerca, tantomeno alla stesura. A nulla è valsa la rabbiosa opposizione dei difensori dell’accusato. Nelle more del nuovo filone di indagine, l’udienza finale è stata convocata per il 12 novembre 2015.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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