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PER I PUNTELLAMENTI, RESTANO DUE MILIONI PER LE MANUTENZIONI
stampa pagina 27 luglio 2015
Per i lavori di puntellamento sono stati spesi 200milioni di euro per i quali, anche alla luce delle inchieste giudiziarie in corso, i gruppi civici chiedono la massima chiarezza soprattutto quando saranno smontati, bisognerà contarli per verificare che il numero dei giunti, costati 25 euro cadauno allo Stato, sia identico a quello liquidato alle imprese nel 2009. Ma non sarà così facile, anche sui puntellamenti la chiarezza e la trasparenza sono praticamente nulle. I puntelli sono stati garantiti per due anni, quei lavori avrebbero preservato facciate e strutture ma non gli intonaci ed i cornicioni che potrebbero cadere in qualsiasi momento, come in effetti in qualche caso è già accaduto. A fine maggio gli uffici tecnici comunali hanno scritto per l’ennesima volta al prefetto Alecci per spiegare lo stato dell’arte perché si facesse garante dell’incolumità pubblica, facendo transennare adeguatamente le zone rosse oggi non più sicure. In risposta a quella segnalazione, per cui gli uffici ritenevano a quel punto “esaurite le proprie competenze” con la messa in sicurezza, il prefetto sottolineò al sindaco Cialente di avergli già ricordato in passato “la peculiare gravità della situazione tracciata dalla relazione”, in quanto non c’erano più garanzie per la pubblica incolumità considerando che i puntelli erano vecchi e “gli edifici sono caratterizzati da una progressiva evoluzione di dissesto strutturale”, mentre a distanza di tempo, aggiunse Alecci “nulla risulta in merito all’apposizione di recinzioni che possano garantire l’interdizione alla zona rossa”. Il prefetto ha chiesto garanzie ma oltre non s’è spinto, ricordando infine al Sindaco giusto le sue “peculiari competenze” e specifiche responsabilità “nella tutela della pubblica incolumità”. A questo punto qualsiasi cosa dovesse accadere ad un qualunque cittadino o visitatore dei centri storici, pagherà Cialente e chi sa che non andrà a finire con qualche brutta esperienza tragica. Dei 12milioni di euro a disposizione delle manutenzioni ordinarie dalla Delibera Cipe del 2012, restano forse 2milioni, il resto è stato usato per mettere una pezza qua e là nel corso di questi anni, in un muro crollato o in qualche cedimento segnalato. Di manutenzioni straordinarie non s’è mai ragionato. Sarebbe perfino difficile capire come procedere: che fanno, affidano la manutenzione alla stessa ditta che ha realizzato la messa in sicurezza o devono bandire una gara? I calcoli sono tutti da fare, i fondi non ci sono, bisognerà distinguere il ferro dal legno, la politica ha chiesto di procedere per gradi, facendo una gara intanto per i quattro immobili del Corso stretto: e gli altri? Parliamo di 1.600 cantieri per i quali occorrono anni, per fare le manutenzioni, sempre che le vogliano fare e trovino i fondi, oltre a verificare se i ferri fatturati ci siano davvero. Il fatto è che non c’è più l’emergenza, nel senso del dover rispettare la norma e le regole, ma Cialente agisce come se ci fossimo ancora, senza dare troppe spiegazioni, si sa sempre troppo poco su tutto e ci si torna giusto quando esce un’inchiesta giudiziaria, invece di batterci quotidianamente.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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