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CIALENTE AL TG2: “NEL 2021, TERMINEREMO LE ULTIME FRAZIONI”
stampa pagina 28 luglio 2015
Il Tg2 dell’edizione serale di ieri, oltre alle pessime notizie sugli arresti all’Aquila ha dedicato alla città un approfondimento sulla ricostruzione, per la quale Cialente insiste nel veicolare un’informazione falsata e propagandistica. “A fine 2017 – ha dichiarato - questo Corso che è il cuore della città sarà finito, e nel 2021 termineremo le ultime frazioni che sono quelle ai piedi del Gran Sasso, che abbiamo messo per ultime perché hanno avuto il danno minore, in questi centri non abbiamo neanche gli sfollati”. Tende quindi a “normalizzare”, Massimo Cialente, dimenticando di dire la verità, e cioè che il cronoprogramma dei lavori approvato nel marzo 2013, prevedeva la fine dell’intero centro storico nel 2018, e Corso Vittorio Emanuele pronto entro il 2015. E non dica che è questione di fondi perché le pratiche girate al Comune, per i fondi, non hanno superato in questi anni la decina al mese, sulle migliaia ancora da vedere. Nel 2018 doveva essere pronto anche il quartiere più danneggiato ed antico dell’Aquila, San Pietro, e invece siamo all’anno zero. Peggio con le frazioni, sono 49 e non ne è partita neanche una. Secondo quanto promise ai cittadini, entro quest’anno avrebbe finito quelle più danneggiate come Onna, Paganica, Roio e Tempera che ancora non muovono una pietra ed entro il 2018 tutte le altre. Bugie su bugie e non è, una questione di soldi. Cialente è stato capace di dire che prima, con la filiera, aveva 400 persone che in Italia gli valutavano i progetti ed oggi solo 30 tecnici, quegli stessi previsti dalla Legge Barca nel 2012, una legge scritta anche con le sue mani, quelle di Cialente che oggi ritratta, dicendo che non va e forse otterrà dal Governo più personale. Il giornalista Marco Bezmalinovich ha in compenso colto la realtà dei fatti e cioè che “nel centro dell’Aquila non ci sono abitanti ed ancora non riparte”, che “la ricostruzione pubblica è ancora da cominciare” che “per le 12 scuole da rifare ci sono i fondi ma mancano i progetti e manca uno studio urbanistico sulla città territorio diventata quattro volte quella di Milano”, “ancora non è chiaro” ha aggiunto infine il cronista “che fine faranno i 19 quartieri dove vivono i circa 10mila sfollati che ancora non rientrano a casa, il tessuto della città che verrà – ha concluso lucidamente – è uno dei problemi sul tavolo dell’amministrazione”. Problema che Cialente continua a porre alla fine dei suoi pensieri, perso com’era a dire che “il primo agosto partiranno in centro 300 nuovi cantieri”, solo lui ne è sicuro, che ha “finito il 95.4% di tutte le periferie anche quelle delle frazioni” che ha fatto rientrare “quasi 42mila persone a casa” e chi più ne ha ne metta. Sono già arrivati 4miliardi di euro, spesi tutti nella ricostruzione privata, secondo il giornalista ne arriverebbero altri tre e mezzo, ma è il resto da fare, è soprattutto una pianificazione vera a mancare, eppure Cialente continua a sparare e purtroppo la gente gli crede.
Ale.c.
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