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TOTALE DISCREZIONALITA’ E MANCANZA DI TRASPARENZA
stampa pagina 29 luglio 2015
Il Comune dell’Aquila ha aggiornato il Piano anticorruzione, ma la strada per avere una macchina minimamente efficiente, limpida e che funzioni è ancora lunga. Le ingenti risorse piovute sull’amministrazione per gestire dati e post sisma non sono servite a nulla, nuove e vecchie posizioni tributarie restano confuse, com’è poco chiara la gestione degli alloggi dell’emergenza e l’autonoma sistemazione fino ad arrivare ad una basilare “dotazione archivistica organizzata e protetta” che continua a mancare, con il rischio di “perdere, violare e manipolare i documenti”. Tutte azioni che l’aggiornamento 2015 dell’anticorruzione impone di fare entro l’anno, ma sappiamo tutti che non andrà così. Non c’è un piano di controlli sulle convenzioni urbanistiche, sulle attività e gli affidamenti che fanno le partecipate, sullo sviluppo aeroportuale, per la gestione del quale solo oggi, s’impone il controllo della convenzione. Ma non è un po’ tardi, viste le inchieste in corso? I rischi in queste gestioni opache e poco trasparenti sono sempre gli stessi: discrezionalità nell’intervenire, zero controllo ed una scarsa trasparenza nella gestione, il che, se lo traduciamo nel mondo della ricostruzione amplifica la mediocrità della gestione del Progetto case e Map. Per cui manca un’informatizzazione, dove le manutenzioni e l’esame delle pratiche diventa completamente discrezionale come pure gli affidamenti delle messe in sicurezza, i cui ultimi interventi, non è chiaro se siano stati affidati nel rispetto della concorrenza perché “mancano delle griglie di valutazione”. Anche la dirigenza ed il risultato riconosciuto al lavoro prodotto resta cosa loro. Un punto assolutamente negativo è la totale assenza di un’organizzazione per predisporre progetti europei, si perdono i bandi per avere risorse, facendo passare inutilmente le scadenze, ma sono decenni che ne parlano mentre L’Aquila resta il fanalino di coda del settore sia in Abruzzo che nel resto d’Italia. Sulle attività produttive si rischia continuamente “la disparità di trattamento nei tempi di evasione delle pratiche”, scrivono nel Piano che è “in corso di definizione” un Regolamento, ma lo aspettiamo da anni, figurarsi dopo il sisma la necessità vitale, mai sentita in realtà, di avere un monitoraggio capillare sulle attività economiche e le loro ricollocazioni sul territorio. Per tornare infine alla macchina amministrativa che proprio non va, perché non sono aggiornati gli elenchi dei contribuenti e non si capisce mai chi è rientrato e chi ancora no per i tributi, per non parlare della gestione in senso stretto dove il rischio, che in Consiglio si rileva spessissimo, è sempre quello di avere atti incompleti, dove è difficile essere certi della copertura finanziaria di azioni pubbliche per cui sono sempre più a rischio ma accade sempre più spesso, le finanze e il Patrimonio dell’ente. Un quadro fosco che peggiora ogni giorno di più, basti seguire le vicende d’approvazione del bilancio di previsione dell’ente, che va in Aula domani ma i consiglieri non sanno ancora quali strategie abbia predisposto la Giunta e non ci sarà granché di tempo per un confronto vero che scelga il meglio per la città.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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