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Comune

TASSE UNIVAQ, NUOVO AUMENTO DI 300 EURO. GLI STUDENTI: SCELTE IRRESPONSABILI


stampa pagina 30 luglio 2015

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Nell’ultima seduta del CdA dell’Università è stata discussa la tassazione studentesca per il prossimo anno accademico, in vigore dal 1 agosto 2015. Quest’anno tornerà integrale il pagamento della prima rata, con l’introduzione di ulteriori 300 € che l’anno scorso erano coperti dall’accordo di programma con il MIUR. Questo porterà il tetto massimo della tassazione a ben 1300 €, contro i circa 1000 € dell’anno scorso. Di questi 300 € di tassazione universitaria della prima rata, 200 € sono frutto di una tassa ministeriale e 100 € sono contributi ulteriori decisi autonomamente dall’Ateneo.
I nostri rappresentanti degli studenti in CdA dell’Ateneo hanno portato una proposta che prevedeva di scorporare dal nuovo “carico” della prima rata almeno la quota di 100 €, che comunque sarebbe stata coperta dai fondi ministeriali, già disponibili tramite l’accordo di programma tanto decantato dalla Rettrice. Questo per rendere l’aggravio di tasse meno impattante per gli studenti. Né la Rettrice, né il resto del CdA ha accolto la proposta.
Le nostre proposte prevedevano l’eliminazione dei 100 € aggiuntivi di contributi e la possibilità di rendere la prima rata abbattibile per reddito e merito così come la seconda.
La Rettrice ha persino impedito che questi emendamenti fossero messi ai voti e ha, con il consenso dei nuovi membri del CdA da lei appena nominati, fatto approvare la nuova tassazione. Gli studenti e le famiglie si troveranno dunque, in aggiunta ai contributi già pagati quest’anno, una cifra di 456 € di prima rata non abbattibile, tra tassa ministeriale, tassa regionale e contributi universitari, contro i 156 dello scorso anno accademico. Un salasso.
La Rettrice Inverardi ha espresso la chiara volontà di non ridurre in alcun modo la quota, neanche se pienamente e largamente compensata dall’accordo di programma con il MIUR appena sottoscritto e dunque senza alcun rischio di bilancio per l’Ateneo, dimostrando una volta di più che quella di una Università per pochi è una sua espressa strategia e non certo un obbligo dato da chissà quale contesto.
Al termine della votazione, dopo aver votato contro la proposta della Rettrice, lasciati in questa battaglia soli anche dai rappresentanti dei tecnici amministrativi che pur dovrebbero conoscere bene le difficoltà economiche delle famiglie con redditi medi e medio bassi, i nostri rappresentanti hanno abbandonato la seduta del consiglio.
Di fronte all’ottuso e irresponsabile atteggiamento della Rettrice e degli altri membri del CdA, alcuni del tutto inconsapevoli, altri evidentemente indifferenti, delle difficoltà economiche degli studenti e delle famiglie del centro sud, principale bacino d’utenza dell’Università dell’Aquila, l’Unione degli Universitari aprirà una stagione di duro conflitto contro questa amministrazione universitaria, a tutela sia degli studenti, sia del futuro stesso dell’Ateneo e della Città.

 

Unione degli Universitari L’Aquila




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