All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
UN CONSIGLIO COMUNALE CON 17 PUNTI ALL’ORDINE DEL GIORNO
stampa pagina 31 luglio 2015
Il Consiglio comunale ha chiuso la seduta di ieri intorno alla mezzanotte: convocato alle quattro del pomeriggio, ha iniziato i lavori un’ora dopo con 17 punti all’ordine del giorno. Dalle nuove imposte agli aquilani, al bilancio di previsione, col piano finanziario dell’Asm spa, e poi le tariffe del pre e interscuola, mensa e trasporto scolastico, asili nido, passando velocissimamente per la razionalizzazione delle società partecipate, senza neanche avere il parere dei revisori. Il presidente del Consiglio Carlo Benedetti ci ha provato, a volerlo fare sarebbe bastata una semplice alzata di mano. Hanno pure votato la copertura del cortile della vecchia scuola de Amicis, una forzatura del Provveditorato alle Opere Pubbliche che ha fatto la gara senza neanche sapere se il Consiglio avrebbe votato favorevolmente per la variante urbanistica. Vanno avanti per inerzia, senza perdere tempo direbbe Benedetti, che negli ultimi mesi, ed è pesante rimarcarlo, non ha fatto altro che dilatare i tempi della democrazia fino all’inverosimile, portando in Aula interrogazioni, interpellanze e mozioni, con parecchi mesi di ritardo, spesso, quando la problematica in discussione era ormai vecchia. Questo accade all’Aquila. Il bilancio di previsione con la riforma delle partecipate slitta a dopo il 20 agosto, grazie all’interessamento di Appello per L’Aquila e L’Aquila che vogliamo che hanno tenuto il punto sui diritti del Consiglio, rimandando così ad una discussione approfondita ed eventuali emendamenti alle scelte che la Giunta Cialente ha fatto per l’anno prossimo. Chi decide da anni senza la città è solo la Giunta, anzi no, il Sindaco Cialente che poi porta il pacco in Consiglio e lì bisogna giusto alzare la mano, altrimenti tutti a casa. Funziona così da quasi dieci anni, decidono in pochi, si vota per tutti. Ci fosse un’opposizione più tosta, a parte i gruppi civici che fanno come possono, Cialente avrebbe avuto delle belle gatte da pelare invece no, per lui è tutta una discesa fatta di populismo e propaganda, come sulle società partecipate sulle quali promise una riforma nel 2007, nel frattempo ha alimentato la fucina della clientela e delle assunzioni chiudendo gli occhi sui controlli analoghi nelle spa, riuscendo oggi a far passare un messaggio manipolato per cui ha chiesto a gran voce una commissione d’inchiesta sulla gestione di queste società prima di lui, ma s’è arenata. E’ vero, s’è arenata perché gli interessi sono troppo trasversali, dica però che quella stessa relazione d’indagine, la fece Enzo Lombardi, presidente della Garanzia e Controllo nel suo primo mandato, ma non fu mai portata in Consiglio perché bloccata prima dalle forze cialentizie, dica intanto come hanno speso i milioni di euro aggiuntivi che hanno percepito le sue aziende per il sisma, faccia sapere come hanno migliorato i loro bilanci. Se ci riesce, ma non ci riuscirà perché i debiti sono perfino aumentati, mentre tutto il resto è troppo spesso manipolazione dell’opinione pubblica.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.
News
- Scomparsa di Adolfo Calvisi, il ricordo di Palmerini
- La bandiera di sharper dall'Universitá alle viscere del Gran Sasso, alla cima del Corno Grande.
- Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
- Progetto case, 823 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- "Astici sotto le stelle", torna l'iniziativa di "Scherza col Cuoco"
- Inail Abruzzo, nominati coordinatore e vice coordinatore regionale dei Comitati Consultivi Provinciali
- Arischia, passeggiata notturna nella Val Chiarino






.gif)
