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Primo piano
Operazione “caro estinto”

A ROMA, ARRESTATI GIULIANO E DANIELE TAFFO


stampa pagina 31 luglio 2015

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Il racket del caro estinto è uno dei mestieri più antichi del mondo. Ciclicamente, ogni ospedale o casa di cura ne sono travolti e con essi manager asl, dirigenti, medici, infermieri e logicamente gli imprenditori del ramo, con conseguenti inchieste della magistratura ed arresti dei vari “attori”. Ma quasi sempre il tutto finisce in una bolla di sapone, anche perché provare la dazione di mazzette e relativi brogli o turbative d’asta, non è sempre così facile.
È di ieri la notizia degli arresti, a Roma, di due noti esponenti della famiglia Taffo, eredi del capostipite Gaetano Taffo. I due, Luciano Giustino (57 anni) e Daniele (27 anni), padre e figlio, sono stati raggiunti dal provvedimento degli arresti domiciliari, accusati di turbativa d’asta, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e corruzione. Accuse tutte da dimostrare in quanto si potrebbe trattare di “semplici segnalazioni” che gli operatori sanitari, alla stregua di normali procacciatori d’affari, fanno agli impresari di pompe funebri, logicamente dietro compenso.
I due imprenditori arrestati a Roma, provenienti dall’aquilano, sono parenti stretti e soci dei Taffo dell’Aquila, tranne dei giovani Giacomo e Giulia, figli di Angelo Taffo, che sono usciti dall’impresa di famiglia per divergenze di vedute nella gestione, per aprire una loro attività, sempre nello stesso ramo, con sede in via Strinella. Questo per fare la dovuta chiarezza, anche perché dalla recente campagna pubblicitaria in corso sulla nuova attività, il fatto non è stata reso noto e messo in evidenza.

 

(Giuspa)

 




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