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CANTIERI DELL’IMMAGINARIO, DAL MIBACT SOLO 20MILA EURO
stampa pagina 4 agosto 2015
Credo che la questione dei Cantieri dell’Immaginario prenderà una brutta piega. La Giunta Cialente ha preso atto della batosta con cui il Ministero dei beni culturali comunica ufficialmente lo scorso 20 luglio di non aver finanziato il programma triennale dei Cantieri dell’Immaginario, concedendo solo 20mila euro per l’iniziativa Framment/Azioni, nell’ambito dei Cantieri 2015, che sarà una tre giorni a Palazzo Ardinghelli con le istituzioni culturali aquilane. Si metterà male per una serie di ragioni. Nel bilancio di previsione in prossima approvazione, risultano ufficialmente, cioè determinati dalla dirigente responsabile, solo 40mila euro, di cui 21mila e 700 come compartecipazione dell’ente locale, e 18mila e 300 euro come compenso al direttore artistico Antonio Massena. Del quale, appare sempre più fuori dal mondo il commento ufficiale verso chi criticò la somma vertiginosa pattuita “le critiche sul mio compenso – disse - mi scivolano addosso e senza i fondi statali abbiamo fatto rinunce, ma non abbiamo intaccato la qualità” vedremo come, mi chiedo tuttavia come la città pagherà il conto. La Giunta Cialente si limita oggi a ribadire che subordinava “la realizzazione del progetto all’ammissione a contributo da parte del Ministero e che le risorse eventualmente assegnate al Comune sarebbero state assegnate al progetto”. Un progetto fatto proprio dal governo civico nello scorso gennaio, con cui Massena elencava 460mila e 449 euro di uscite, con entrate fatte solo di contributi comunali, pari a 160mila e 56 euro, più 20mila 944 euro di sponsorizzazioni. Con un deficit già sicuro di 279mila 449 euro, perché a fronte di quelli folli spese, oggi precipitate ma gli spettacoli sono identici, l’unica entrata certa, era quella del Comune dell’Aquila. Forse contavano sul fatto che qualcosa in più sarebbe arrivato, il direttore artistico Massena, a seguito della mazzata ministeriale e delle briciole accordate, ha rimodulato il programma tagliando della metà il budget alle istituzioni ed associazioni varie del capoluogo, per precipitare a 143mila e 488 euro. Vedremo come, e cercheremo di capire come mai per la stessa offerta culturale, abbiamo speso circa mezzo milione di euro in questo triennio, e l’avremmo spesa per l’anno in corso, se solo pantalone avesse sborsato. Vogliamo comunque sapere dove prenderà i soldi il Comune, a quale capitolo di bilancio non li assegnerà per raccontarlo alla città. L’Aquila ha bisogno di fare una seria riflessione sulla modalità con cui si fa cultura e come viene finanziata, nella delibera di cui parliamo fanno tutto un giro per dire che queste istituzioni svolgono attività come fosse lo stesso Comune a farlo, non hanno avuto bisogno di alcuna evidenza pubblica, ma questo resta tutto da vedere.
Alessandra Cococcetta
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