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CANTIERI DELL’IMMAGINARIO, IDENTICA PROPOSTA A PREZZI STRACCIATI


stampa pagina 5 agosto 2015

Massimo Cialente, Antonio Massena e l'assessore alla Cultura, Betty Leone Massimo Cialente, Antonio Massena e l'assessore alla Cultura, Betty Leone

L’Istituzione sinfonica abruzzese, in particolar modo i musicisti, vivono ore d’angoscia per il via libera della Regione Abruzzo al contributo straordinario di 800mila euro per la propria sopravvivenza, non può quindi che stonare di brutto con la realtà, la leggerezza con cui è stata predisposta la spesa legata ai Cantieri dell’Immaginario. Mezzo milione di euro pubblici nel passato triennio, avrebbero dovuto consolidare un grande evento culturale di levatura internazionale da proporre ogni anno con la certezza del finanziamento, invece il Ministero dei beni culturali ha sonoramente bocciato la proposta, non ritenendola di sufficiente qualità artistica, dando alla città soli 20mila euro per il progetto Framment/Azioni. Il direttore artistico Antonio Massena, ne ha avuti 18mila e 500 “solo” di compenso ed anzi ha dichiarato che le critiche a tanta esosità “gli scivolano addosso”. Aveva proposto alla Giunta Cialente spese di 460mila 449 euro per l’intera kermesse dei Cantieri, dopodiché l’altro ieri ha tagliato tutto, offrendo “una programmazione degli spettacoli, pressoché inalterata” a 143mila 488 euro, praticamente a prezzi stacciati, che tradotto vuol dire solo una cosa, e cioè che avrebbero potuto fare le stesse proposte a meno della metà del budget. Nessuno però si chiede se queste ingenti risorse “in più” avrebbero potuto sostenere “altro”, magari utile e necessario ad accreditare la qualità dell’iniziativa al rango ministeriale e a livello nazionale ed internazionale. Nessuno. L’Aquila ha sempre pensato non senza arroganza di essere città di cultura, di non avere nulla da invidiare al mondo, e di avere le stesse eccellenze se non di più dell’intero pianeta. Ed ecco a cosa siamo ridotti, una piccola città di provincia con poche pretese e tanta spocchia. Quando a gennaio contavano sui fondi ministeriali per i Cantieri, caricarono le uscite con circa 100mila euro per il personale, poi eliminati completamente, dunque non servivano?, caricarono poi i costi dell’ospitalità fino a 306mila 362 euro poi tranciati a 108mila 363 euro. Pubblicità e promozione sono precipitati dai 40mila euro iniziali ai 9mila attuali e via discorrendo. Com’è stato possibile tagliare di netto spese per il personale, compensi per le compagnie e noleggi, se il programma è rimasto “pressoché inalterato”? Sono evidentemente i misteri della contribuzione pubblica fuori controllo che ci ha portato al punto in cui siamo. Un punto di non ritorno che ha consentito che la mannaia dei tagli, tanto hanno sperperato negli anni, s’abbattesse su chiunque, anche su chi avrebbe buone proposte ma nessuna porta aperta ormai. L’Aquila è ad un bivio, dopo la mazzata della Capitale europea della cultura e la sonora bocciatura di un secondo treno che avrebbe dovuto sdoganarla dalla proposta provinciale e di poche pretese, deve aprire un’ampia riflessione pubblica, sul sistema dei contributi e sulla qualità di proposte di vasto respiro e richiamo che quarant’anni fa la resero Città di Cultura. Il Mibact ha bocciato la qualità artistica della proposta dei Cantieri, ed è una vera vergogna di cui sarebbe bene non parlare.


Alessandra Cococcetta




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