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CANTIERI DELL’IMMAGINARIO, LA CULTURA DEGLI AMMINISTRATIVI
stampa pagina 7 agosto 2015
Svisceriamo in questi giorni, la potente mazzata che il ministero dei Beni culturali ha dato alla città dell’Aquila, bocciando di netto la proposta dei Cantieri dell’Immaginario. Non è di qualità. Circa un milione e mezzo negli ultimi tre anni, ed appena 20mila euro per il 2015. Perfino quanti fanno fuoco e fiamme a quattr’occhi, sulla gestione della cultura, pur di rimanere nel settore si mangiano la lingua così da continuare ad adulare la politica che li privilegia. Anche perché a breve, si dovrà discutere la destinazione di parte del 5% dei fondi della ricostruzione alla ripresa delle attività produttive, quindi anche culturali. E culturali dovrà dire qualsiasi proposta “di qualità”, e non le storiche istituzioni sostenute dal Fondo unico per lo spettacolo, a prescindere. La direzione artistica di Antonio Massena sui Cantieri, previde inizialmente una spesa davvero esagerata: 460mila euro da spremere a Roma, per poi scendere a 143mila 488 euro, quando gli hanno bocciato il progetto, con una proposta artistica “pressoché inalterata”. Tagliano di netto circa 100mila euro di “oneri sociali a carico dell’azienda”: quale azienda? Non si tratta di una onlus, di una fondazione o di un ente, ma di un progetto, e se riescono a tagliare di netto tali oneri, compresi quelli legati alla “retribuzione lorda del personale amministrativo” pari a 49mila 661 euro, vuol dire che erano compensi molto ma molto aggiuntivi rispetto a quelli ordinari già percepiti. Altrimenti il taglio di 100mila di “oneri sociali” dovuti, sarebbe contro la legge. Vorremmo poi capire come fanno a dimezzare letteralmente i compensi per le compagnie da 180mila a 90mila euro. Stona fortemente con la crisi la manica larga nel prevedere i costi di viaggio, alloggio e trasporti degli ospiti prima di 26mila euro, oggi, con la stroncatura Mibact, di appena 1.930 euro. C’è più di qualcosa che non va, come il fatto di tagliare circa 50mila euro dalla voce personale, per gli amministrativi, per farli riemergere nei costi di produzione a 7mila 331 euro: quante volte sono pagati gli amministrativi di queste istituzioni culturali aquilane? Se il balletto delle cifre è così oscillante, le spettanze di base, cioè gli stipendi ordinari, sono di certo garantiti e sempre con i fondi pubblici. C’è poi il service, cioè luci e suono, che passa da 72mila e 750 euro a 3mila e 550 euro. Non esistendo però la voce “trasparenza”, nel sito ufficiale dei Cantieri, non è ufficiale e chiaro praticamente nulla. Ed è una vergogna per i tanti che vorrebbero fare cultura, ma non riescono a trovare un centesimo di fondo pubblico che li sostenga, perché si è raschiato perfino il barile.
Alessandra Cococcetta
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