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POLITICHE ABITATIVE, PALUMBO: E' ORA DI SCELTE STRATEGICHE
stampa pagina 24 agosto 2015
Episodi come quello della signora Italia - nel caso specifico a lieto fine - la nostra città potrebbe imparare a conoscerli sempre più spesso. C’è da chiedersi allora come sia possibile che all'Aquila, una città che in prospettiva avrà molti più alloggi di quanti ce ne sia realmente bisogno, anche una sola persona possa restare senza casa. Quella delle politiche abitative è questione da affrontare con serietà, e che presenta numerosi aspetti e potenziali conseguenze. Cosa ne sarà dell’enorme patrimonio immobiliare pubblico, in che misura inciderà sul valore dell’edilizia privata in via di recupero? Sono queste le discussioni che una classe politica degna di questo nome dovrebbe stimolare. Invece si assiste a un processo sempre più evidente di trasformazione del progetto CASE in un’arena politica all’interno della quale consumare scontri che puntano a ottenere consenso spicciolo.
La popolazione è ormai divisa per categorie: c'è chi vive nella propria abitazione e poi ci sono gli inquilini del Progetto CASE e MAP. Tra questi ultimi c’è chi è stato sempre ligio al proprio dovere pagando le bollette e ci sono i morosi, da dividere ulteriormente tra chi non ha pagato pur potendolo fare e chi non lo fatto non avendone la possibilità. Continuiamo a guardare a questi raggruppamenti come bacini di voti da sostenere a seconda delle opportunità o decidiamo finalmente di occuparci in modo organico di un problema che coinvolge inevitabilmente il futuro di ogni cittadino aquilano?
Ristabiliamo allora un rapporto più sereno con i residenti del progetto CASE e MAP, catapultati dall’illusione dell’accoglienza in stile berlusconiano con bottiglia di spumante alla realtà di una permanenza lunga e complessa. Elaboriamo un modello di gestione che sia più adatto a una realtà profondamente mutata dal 2009 ad oggi. Soprattutto, interroghiamoci sulle scelte necessarie per rendere L’Aquila, sul tema delle politiche abitative, un modello da esportare. L’alternativa è la miopia, che potremmo pagare sempre più cara.
Stefano Palumbo
Capogruppo Partito Democratico Consiglio Comunale L'Aquila
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