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NESSUNA STRATEGIA E UN FONDO RISCHI PER LE ENTRATE FANTASMA
stampa pagina 24 agosto 2015
Tra ritardi, diffide e rimpasti in Giunta studiati a tavolino purché se ne parli, arriva in Consiglio il bilancio di previsione 2015, una manovra da oltre un miliardo e mezzo di euro che non ha nulla di strategico. Non è la volta buona perché chiunque possa leggere facilmente le cose che faranno e con quali soldi, come promesso invece da Cialente in campagna elettorale, e con i nuovi principi contabili, per cui le risorse saranno spendibili solo se effettivamente disponibili, sarà più difficile fare debiti. Prendiamo tra le altre, le multe non pagate da decenni che figurano in entrata per milioni di euro, dovrà essere stanziato un fondo rischi, da prendere dall’avanzo di amministrazione, che per quest’anno dovrà coprire il 36% di queste entrate impossibili. L’avanzo 2014 è stato di 47milioni e 762mila euro, dai quali togliere 13milioni e 356 mila euro per il totale del fondo rischi, meno si riesce a riscuotere e più il fondo dovrà essere consistente, nel 2019 dovrà coprire per intero, quello che probabilmente non entrerà mai. Con i nuovi principi, i conti pubblici dovranno essere puliti e veritieri, il Comune non distinguerà più i suoi conti da quelli delle società partecipate, diventeranno un’unica entità per la quale le spa dovranno cambiare regime nella spesa, nelle assunzioni e nei conti, un gruppo coordinato dal segretario generale dovrebbe monitorare la loro gestione, almeno è quello che si propone di fare l’amministrazione. Certo è che il piano di razionalizzazione delle società, oggi al vaglio dell’Aula, non promette quelle rivoluzioni radicali, destinate a cambiare veramente un andazzo. L’assessore alla ricostruzione Di Stefano, dichiara di voler arrivare al 2017 almeno con l’asse centrale bene avviato e in parte concluso nella ricostruzione, puntando alla pedonalizzazione e ad un’idea di città. Purtroppo nelle previsioni dei lavori pubblici da fare, ci troviamo di fronte il solito elenco di cantieri da avviare senza quel minimo di concretezza che dia al cittadino la misura della strategia adottata. Solite cose, soliti interventi della politica, nessuna distinzione con le entrate per la ricostruzione, circa 850mila euro, e così neanche gli eletti sanno bene cosa andranno a votare, i revisori dicono che è tutto a posto e che l’ente è sano, mentre la previsione della spesa si riduce ancora una volta ad una serie di poste per spese ordinarie, magari da spulciare per rintracciare le solite clientele. Dentro queste liste vorrebbero trovare spazio i circa 300 emendamenti presentati da parte dell’opposizione, i quali, puntano dritto al rincaro dei servizi scolastici, ma ormai, a conti fatti, avranno pochissima possibilità d’incidere, e chi sa che un confronto costruttivo in questi termini non debba essere sollecitato per tempo, così da farne una battaglia di principio.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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