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LA CRISI STRATEGICA DI CIALENTE, MEGLIO STUDIARE LA PROSSIMA MOSSA
stampa pagina 25 agosto 2015
Speriamo porti almeno un vento nuovo, la crisi aperta strategicamente da Massimo Cialente, e a suo avviso gravissima, tanto da defenestrare pubblicamente e senza alcun rispetto istituzionale l’assessore alle attività produttive Giancarlo Vicini, dei socialisti, perché Padovani non gli ha votato il bilancio. All’alba di stamattina parlava di “chiarezza definitiva” nella maggioranza “non sono D’Alfonso, se si cede una volta si cede sempre”, preannunciando un confronto con i partiti nel quale proverà a far fuori Sel e Rifondazione. Ma è più paura, la sua. Per la prima volta Cialente teme di andare a casa e tenta il possibile, mentre la seduta non è stata così tesa come l’ha voluta raccontare sui social. Ha poi inscenato l’altro fronte aperto con Sel e Rifondazione comunista, i cui consiglieri di riferimento, rispettivamente Masciocco e Perilli, avrebbero voluto stralciare dal piano triennale delle opere pubbliche la cabinovia di Montecristo sud, un intervento da circa 10milioni di euro, per questioni ambientaliste Perilli, per carenza di progettualità Masciocco. Venti di guerra politici, secondo il Sindaco, che dal canto suo ha minacciato per l’intera seduta consiliare, durata quasi 24 ore, la cacciata degli assessori di riferimento, pur di rimettere al loro posto queste frange della sinistra che lui non riconoscerebbe più, ed anzi, ha avvisato su fb, meglio andare a casa piuttosto che tirare a campare con quest’armata Brancaleone, sparando a zero su tutti. In effetti alla viglia del secondo mandato ingaggiò qualunque forza potesse sostenerlo, perdendo di vista il genuino mandato che un elettorato di centro sinistra gli aveva affidato. Fatto anche di sfumature ambientaliste, come gli ha detto in Aula Stefano Palumbo, capogruppo Pd, e di obiettivi chiari che in questi anni sono sbiaditi dietro il forte decisionismo del primo cittadino, che ha continuato a scegliere senza consultare gli alleati. Spesso sotto il ricatto di moti trasversali che in qualche modo gli hanno assicurato una rendita politico amministrativa. Cialente ha scritto che per due voti, Perilli e Masciocco hanno visto bocciare la loro mossa, e chi sa perché, quei due voti non sono arrivati dai pezzi grossi dell’opposizione, già candidati sindaci contro di lui, e che pure al momento giusto, quello in cui avrebbero potuto togliergli forza e mordente, sono spariti dall’Aula. Il Sindaco continua a giocare per la propria causa, non gli interessa denunciare queste trame sotterranee perché gli fanno comodo, la sua è una causa combattuta contro il suo stesso partito, vorrebbe muoversi con un listone civico, così da assicurarsi una fetta di potere. La seduta sciolta all’alba, s’è spenta con gli echi di un rimpallo dei vari “vergognati” tirati in faccia a turno, tra Cialente e Padovani, non sarà così facile con Masciocco e Perilli, averli contro non gli conviene, come non gli conviene andare a casa, il Sindaco lo sa bene, dovrà quindi studiare al meglio la sua prossima mossa, evitando di scoprirsi troppo.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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