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CRISI COMUNE DELL'AQUILA, PALUMBO: DISCUSSIONE TROPPO INDIVIDUALISTICA
stampa pagina 31 agosto 2015
In merito alle difficoltà incontrate dalla maggioranza in occasione dell'ultimo Consiglio comunale e alle posizioni assunte dai protagonisti dello scontro nei giorni successivi, il Partito democratico non intende essere arbitro, bensì guida. Occorre però riportare la discussione su una dimensione più politica e meno individualistica. Lo impone la sfida che ci attende da qui al 2017. Siamo ormai di fronte a un bivio: imprimere lo scatto decisivo alla ricostruzione del centro storico e far decollare quella delle frazioni, oppure galleggiare senza costrutto.
E’ fin troppo evidente come alcune posizioni, già condizionate da dinamiche regionali e da difficili equilibri interni agli stessi partiti, rischino purtroppo di diventare, a meno di due anni dalla fine della legislatura, anche funzionali a ragionamenti elettorali.
E’ indispensabile allora arrivare ad un chiarimento, affrontando con la massima serietà due questioni: gli impegni assunti attraverso il programma di mandato del Sindaco e il futuro di una delle ultime coalizioni uliviste presenti ancora in Italia. Quali sono gli intenti e gli obiettivi di ciascuna delle forze politiche che compongono la maggioranza rispetto a questi temi? Quelli del Partito democratico sono espliciti: sostegno al sindaco e alla giunta per portare a compimento le partite decisive per la città e considerazione di queste in un’ottica di lungo periodo, con la consapevolezza che la disponibilità di risorse ci consente, finalmente, di poter impostare politiche e azioni rivolte alla ripresa economica e allo sviluppo della città. Penso al Piano regolatore generale, al rapporto tra città e ateneo, alla partita dei fondi per la ricostruzione economica e sociale, ai progetti per lo sviluppo del turismo con particolare attenzione a quello della montagna. Obiettivi che il Partito democratico ha più volte detto, e dimostrato nei fatti, di voler raggiungere attraverso una maggiore centralità della componente consiliare di maggioranza rispetto ai processi decisionali.
E’ compatibile la posizione delle altre forze politiche del centrosinistra rispetto a questa prospettiva? C'è la volontà e la capacità di misurare le singole priorità (vedi Gran Sasso per Rifondazione) nell'ambito di una visione più ampia e collegiale? L’apertura di Sinistra ecologia e libertà è, in questo senso, un primo importante segnale positivo. E’ l’ora della politica e della franchezza. Il Pd, forte del suo peso in Consiglio comunale e della compattezza sempre dimostrata nei momenti decisivi, si vuole fare carico di aprire un confronto in seno alla maggioranza di governo della città. Un’opportunità che mi auguro tutti vorranno cogliere.
Stefano Palumbo,
Capogruppo Partito Democratico in Consiglio comunale
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