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LA NOTTE PORTA CONSIGLIO: CIALENTE NON E’ ARRIVATO DIMISSIONARIO
stampa pagina 31 agosto 2015
Massimo Cialente non è stato così tranchant come promesso. Evidentemente la notte porta consiglio, anzi più d’una notte gli avrà portato consiglio, oltre al flop della Perdonanza che centra l’incapacità del Sindaco di realizzare un solo progetto forte per la città, e la gente comincia ad annusarlo. Stamattina non è arrivato in Aula dimissionario, o alla ricerca di qualche scalpo politico per isolare l’estrema sinistra, così da liberare altri due posti in Giunta utili al suo progetto civico per la prossima campagna elettorale. Era fortemente indebolito, non c’era Perilli di Rifondazione e non c’era Pelini, l’assessore di riferimento che sarebbe pronto ad uscire con le sue gambe pur di non essere cacciato, a tal punto sarebbe la rottura ormai insanabile col collega Perilli, e non c’era Padovani, fuori dalla Giunta con i socialisti. C’era Masciocco (Sel) con l’assessore Betty Leone, che evidentemente Cialente non farà fuori, avrebbe preferito se ne andasse di suo dovrà inventarsene un’altra per liberare quel posto. Con la sua mitica maestria politica, è riuscito ad agganciare il fiasco della Perdonanza “all’evidente tensione” che sentirebbero i cittadini per le guerre di maggioranza, che avrebbe voluto scatenare senza però riuscirsi, per agganciare lo sviluppo del Gran Sasso, vitale per tutti, altrimenti toccherà staccare la spina al Centro turistico, per poi ricontare le pecore a chi lo avversa, come solo lui sa fare. Ha infatti ricordato ad Angelo Mancini l’apparentamento siglato nel 2012, che lo portò alla vittoria, altro che quello che vorrebbe far vedere il consigliere ex Idv, oggi all’opposizione, per raggiungere alla fine il nocciolo, secondo cui prenderà di nuovo dal cassetto il Piano strategico, lì dal 2008 e buono per tutte le stagioni, per realizzare il quale ci vorranno dieci o quindici anni, giusto l’asso da calare alla fine del secondo mandato, per dire all’elettorato che sta lì lì per farlo. Lo porterà di nuovo al voto dell’Aula a breve, dopodiché “siamo tutti liberi”, ha concluso, ed ognuno voterà ciò che crede. Faccia come crede anche Progetto per L’Aquila, la piattaforma di rilancio programmatico che i giovani Pd presentarono qualche tempo fa, Cialente, che non ne fa parte, deve provare a riprendere le mazze. La sinistra non esclude quel progetto, Sel resta saldamente dentro, mentre Rifondazione va verso l’isolamento, con un Perilli praticamente afono, che non sa più come far passare le proprie ragioni sul Gran Sasso. Il Sindaco ricorda perfino che abbiamo l’opportunità della smart city, secondo lui la ricostruzione è lanciata, manca giusto il personale, ci sono poi i soldi e non ha mai smesso di ringraziare Renzi, se solo facesse capire alla città dove sono quei sei miliardi, ed è quindi pronto per la sfida della ripresa socio economica. Pare accorgersi della città solo in tempo di crisi, crisi di leadership ovviamente, il capogruppo Palumbo ha aperto ad un confronto costruttivo con la maggioranza e al Sindaco Cialente, praticamente all’angolo, non rimane che mostrare al mondo che qualche carta buona ancora ce l’ha, ma è una strada tutta in salita.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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