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IL PIANO DELLA MOBILITA’ NON E’ FATTIBILE. TRE MILIONI UE PER FARNE COSA?
stampa pagina 1 settembre 2015
A voler parlare davvero di strategie e idee di città, Cialente non potrà prescindere dalla norma, dal quadro europeo, dalle politiche regionali e dallo stato dell’arte nel capoluogo terremotato. Al solo scopo di far passare qualche sua idea campata in aria, da far votare ad una maggioranza da ricompattare, senza le carte farebbe la solita figuraccia. Abbiamo un Piano urbano della mobilità mai adottato, ed evidentemente solo con carteggi fantasma ha potuto incontrare il presidente D’Alfonso e i colleghi degli altri capoluoghi abruzzesi, nella riunione in cui si è stabilito tra gli altri obiettivi europei, di destinare 3milioni di euro ad ogni capoluogo per il Piano della mobilità. Una pianificazione troppo ambiziosa, secondo quanto gli hanno scritto i tecnici del nuovo Piano regolatore, senza risorse, e con una fattibilità, se va bene decennale, ammesso che fosse possibile, visto che il centro storico non è praticabile e anche a livello infrastrutturale, senza un’idea di città è difficile parlarne in termini concreti. Chi scrive oggi il nuovo Piano regolatore suggerisce intanto un semplice Piano traffico realizzabile in un biennio, che stabilisca le priorità della viabilità e cosa fare ad esempio, senza entrare nel panico, in eventi piccoli come quello della Perdonanza, dove il caos è stato sempre dietro l’angolo nonostante il record bassissimo di presenze. Non hanno ancora capito come collegare queste prescrizioni con le idee dell’assessore Di Stefano che in vista dell’ultimazione dell’asse centrale, lo vorrebbe pedonalizzare: la risposta gliel’hanno data gli urbanisti che lui stesso ha voluto, devono quindi fare una piccola pianificazione propedeutica, ma forse non sanno di che parliamo. Nel frattempo le sparano grosse. Come quella che lanciò l’allora assessore (anche) alla mobilità Moroni, per cui di nuovo la Tps di Perugia, aggiornando per l’ennesima volta un Pum, non fattibile, propose il metro bus, un non so che per cui, con interventi stradali non meglio identificati e non finanziati, si sarebbe agevolata la marcia prioritaria ai mezzi pubblici. Eravamo nel febbraio del 2014, da allora non è cambiato nulla. Quelli della Tps che seguono Cialente dal 2008, continuano a parlare di ztl, di centro storico, di bike sharing e di cose incredibili, senza avere ben presente il fatto che il centro non è fruibile e non lo sarà per i prossimi anni, quindi i colleghi professionisti del Prg, sempre pagati da noi, gli dicono oggi di volare più basso e fare il minimo realizzabile nel prossimo biennio, ma noi, anzi chi ci amministra, non saprebbe da dove cominciare, anche se arrivasse veramente una montagna di soldi per il terremoto, domani. Il Pum non è stato adottato e non è finanziato se non nei probabili 3milioni europei che ci assegna la Regione, ma senza un’idea sul come concentrarli subito, sarà bene non toccarli, faremmo solo danni. Intanto la Tps continua a percepire parcelle per gli aggiornamenti di un Piano irrealizzabile, gli ultimi 45mila euro li ha percepiti nel 2012 e quelle carte deve ancora votarle il Consiglio.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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