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LA GEOPOLITICA COMUNALE, UNO STAGNO DOVE NON CAMBIA NULLA
stampa pagina 3 settembre 2015
Dopo appena tre mesi con Giorgio De Matteis, per contare di più col gruppo unico L’Aquila città aperta, Emanuele Imprudente, Luigi D’Eramo e Daniele Ferella smollano il leader per andare con Salvini. Così da avere quel respiro necessario ad affrontare le sfide future, restando il secondo gruppo in Consiglio ed il primo della minoranza. Ad abbaiare alla luna resta De Matteis, anche se poi troppo solo non si sentirà, da quando è diventato supporter di Massimo Cialente, non votando l’emendamento sulla cabinovia di Montecristo, che gli avrebbe consentito di mandare sotto il Sindaco, ottenendo quel vantaggio politico per cui chiunque avrebbe fatto carte false. Ma non lui e non il collega Properzi, entrambi candidati sindaci contro Cialente, ed entrambi assenti nell’unico momento in cui avrebbero potuto metterlo all’angolo. Ci avranno speso ore di conferenze stampa e fiumi di parole dietro a quest’opportunità, e appena avuta, l’hanno fatta svanire come neve al sole. L’opposizione è fatta non tanto di cespugli quanto di ciuffi d’erba al vento, pronti ad orientarsi dove meglio tira, se non proprio a piegarsi alle intemperie, che avranno spaventato chi come Raffaele Daniele, capace ed ispirato, aveva in mente ben altre battaglie. Non sono riusciti ad affrontare un solo argomento insieme, gli otto gruppi consiliari all’opposizione, prima ancora undici, non ci riescono i gruppi civici, genuinamente civici come Appello per L’Aquila e L’Aquila che vogliamo che pure un ragionamento dovranno farlo, non potendo più contare su quell’onda di entusiasmo post sisma, che nel 2012 gli garantì bei voti. Niente passi falsi però, per cui non bisogna neanche pensarlo, che ad esempio Rifondazione comunista possa aver potuto chiedere in queste ore di crisi, qualche spazio da occupare in quelle fila. E magari non avendo trovato granché, con la moglie tornerà a dormire, cioè Cialente, perché altro non ha. Contribuendo peraltro a ricompattare una coalizione dov’è cementata la forza di un centro sinistra fatto di piccoli interessi e di professionisti, ex sindacalisti, medici, avvocati e docenti universitari che da anni parlano la stessa lingua morta, usata pure, in quegli stessi movimenti civici che nel 2012 tentarono la rivolta. Quel sistema da abbattere e quelle ipocrisie progressiste sono oggi più forti che mai, orizzonti alternativi sono distanti e chi sa che il gruppo Noi con Salvini, non riesca a gettare qualche sasso provocatorio in questo stagno che tutto risucchia.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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