All'interno
Cultura e Turismo
A ruota libera...
Segnala!
[email protected]
L’ISA CHIUDE? BENE… ANDATE A LAVORARE!
stampa pagina 4 settembre 2015
Vedendo la sua poltrona di Presidente dell’ISA traballare seriamente, causa il tracollo finanziario che l’Istituzione rischia e prima che qualcuno chieda, finalmente e giustamente, le sue dimissioni, Antonio Centi (che gli amici chiamano simpaticamente “svicolò”), come avrebbe detto mio nonno in casi analoghi, “si butta avanti…per non cadere indietro”. Minaccia quindi, “il nostro”, di portare i libri in tribunale “se entro il 15 settembre prossimo il Consiglio Regionale non approverà il finanziamento straordinario da 800mila euro”, “convoco il cda - ha detto - e liquido l’Istituzione Sinfonica Abruzzese”. Centi non dice che uno dei responsabili maggiori di questo disastro è proprio lui, che il suo mandato, tra quello di amministratore delegato e presidente, dura da una vita e che l’attuale mandato è scaduto da un pezzo.
Una minaccia stupida, quella di portare i libri contabili in tribunale, anche perché nessuno crede che proprio lui, rinunci spontaneamente al suo consistente appannaggio. Un appannaggio che non solo per lui dura da una vita, perché “questo furbastro” nell’arco della sua esistenza non ha mai lavorato, come tanti altri come lui. E non voglio qui raccontare la sua storia “lavorativa”, né tantomeno quella dei suoi colleghi. Riservandomi di farlo solo se sarò tirato per il bavero.
Ma ritornando a Bomba ed alla stupida minaccia di far fallire l’ISA, Centi ed i suoi accoliti, non si accorgono di scadere nel ridicolo. L’Istituzione è stata salvata più volte con l’elargizione di contributi straordinari usciti dalle tasche dei cittadini, ma non hanno mai avuto il buonsenso e l’accortezza di mettere in atto un intelligente piano di risanamento, a partire dalla riduzione degli stipendi favolosi di alcuni super dirigenti.
Centi ed i suoi tantissimi colleghi (di quasi tutte le associazioni ed enti cul-turali) con la scusa della cultura, si sono inventati un mestiere che porta nelle loro tasche compensi favolosi, dividendosi, sempre nel nome della loro cul-tura, una torta di svariati milioni di euro, creando inoltre buchi amministrativi e contabili che poi, sistematicamente, sono ripianati dagli enti pubblici quindi dai contribuenti.
Finalmente c’è chi ha avuto (il coraggio?) e l’onestà intellettuale di dire basta a questo andazzo di finanziamenti a pioggia agli “amici degli amici”, anche perché la mucca da mungere è ormai diventata sterile. Il gruppo “dei rivoltosi” in Consiglio Regionale, con a capo Borrelli, dicono cose sensate quando affermano che vanno definite delle regole. A livello ministeriale la cosa è stata finalmente capita stabilendo il 60% di finanziamento, nel mentre il restante 40% sarà corrisposto dalle istituzioni locali, sempre che si riesca a dimostrare il reale interesse a mantenere quelle istituzioni culturali, che attualmente sono solo macchine mangiasoldi. Centi deve capire che l’ISA era già arrivata al capolinea e si è salvata solo con l’evento del terremoto, è stato il terremoto a giustificare il 30% in meno di attività e, proprio per il terremoto, ha avuto finanziamenti milionari che le hanno permesso di restare a galla. Ed è rimasta a galla con un escamotage contabile, per aver “calato” nel 2014 un contributo che in effetti poi, non ha avuto.
I finanziamenti culturali in Regione hanno bisogno di un sostanziale cambio di rotta, con una radicale trasformazione della legge organica sulla “Cultura”. Nella quale vengano stabiliti i criteri oggettivi ai fini dell’assegnazione dei contributi regionali, che saranno assegnati in base ad un progetto che tenda a “produrre Cultura” senza fasce di merito prestabilite, perché non è legale, democratico e trasparente, che ottengano finanziamenti solo “coloro” che hanno santi politici in Regione. Il finanziamento quindi non sarebbe assegnato all’associazione culturale, ma andrebbe a premiare la realizzazione di un progetto.
Tornando nuovamente a Centi ed all’Istituzione Sinfonica abruzzese, è appena il caso di ricordare che un’ulteriore elargizione di denaro è stata effettuata all’ISA con le varie passate edizioni dei “Cantieri dell’Immaginario” finanziati direttamente dal Ministero, con il misero contributo di 20mila euro per l’edizione di quest’anno, 20mila euro circa appannaggio del solito Massena e l’illegittimo finanziamento straordinario di 150mila euro, elargito dal Comune con l’ulteriore contributo straordinario, sempre del Comune, “per pagare i contributi dei dipendenti ISA”. Una domanda: per la realizzazione di un evento, il regolamento sulla cultura, non prevede un bando?
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
- Nessun appuntamento presente.
News
- Orchestra Sinfonica Abruzzese, Luisa Prayer nuovo direttore artistico dell’ente
- Il 2 maggio ha riaperto San Bernardino: cosa ne faremo di quella finta?
- Progetto case, 873 giorni di ritardo. Assegnatari come scudi umani
- All'Aquila, il Congresso Nazionale della Societa' Italiana Trapianti d'Organo
- Festa dell'Unità al Parco del Castello, alle 18 dibattito "L'Aquila città della bellezza"
- Al via il progetto “Rotary per i Giovani”
- Grande successo per il film “Ritorno al Passato” di Febo Grimaldi, presentato dalla Fondazione Carispaq






.gif)
