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RIPRESA ATTIVITA’ PRODUTTIVE, UN ANNO E MEZZO PER ISTRUIRE I PROGETTI
stampa pagina 8 settembre 2015
I soldi per le case ci sono, Cialente punta ora al rilancio socio economico. Così il sindaco ai microfoni di Radiouno Rai, senza però riuscire a rimarcare la differenza sostanziale tra la competenza che c’è, e la cassa che non c’è, e ritarda l’apertura dei cantieri di anni. “Il Governo ci deve aiutare” ha aggiunto, riferendosi alla ripresa. Ma come? Secondo i dati del segretario provinciale Cgil Umberto Trasatti, nel biennio 2012-2014 sono stati persi 17mila posti di lavoro, restano 107mila occupati sui 124mila e peggiora il dato sulla cassa integrazione straordinaria, che raddoppia con un incremento del 25%, segno che i fallimenti e le chiusure sono ormai la quotidianità. Sui 20mila occupati nella ricostruzione nemmeno 6mila sono abruzzesi, secondo il Sindaco è mancato il controllo sulle imprese, in alcune delle quali è stato denunciato lo sfruttamento della manodopera, mentre il treno del rilancio non riesce a partire. “Bisogna rivedere la governance dei fondi per il sostegno alle attività produttive” ha spiegato Trasatti “per istruire i progetti ci vuole un anno e mezzo”, la vorrebbero rivedere nel disegno di legge sulla ricostruzione ma è una proposta che forse non vedrà mai la luce, continuando a mancare il polso della situazione. Dei 100milioni di euro, il primissimo 5% dei fondi per la ricostruzione destinato all’economia, è arrivato molto poco sul territorio, i grandi gruppi, soprattutto il farmaceutico, hanno avuto enormi sostegni e foraggi ma il tessuto della piccola impresa aquilana è morto. Celso Cioni, direttore Confcommercio, chiede agevolazioni bancarie, pochissime attività hanno riaperto in centro, circa un trentina l’anno scorso, sulle 900 preesistenti al sisma, poche di più quest’anno e sarebbero secondo lui almeno 10mila, le persone che hanno lasciato L’Aquila, mantenendo la residenza solo per non perdere il diritto al contributo, mentre gli esercizi non hanno agevolazioni utili a tornare in centro. Farsi un’idea è impossibile. Alle attività produttive, il dirigente Lucio Nardis, disponibilissimo, mi ha spiegato che non è facile avere il polso, la Regione Abruzzo voleva georeferenziare gli esercizi che hanno riaperto, ma poi il processo non è decollato, starebbero però facendo una ricognizione nel settore, in vista della prossima delibera di Giunta che dovrà prorogare i termini per la ricollocazione temporanea della attività produttive. Nel 2009 stabilirono massimo tre anni, nel 2012 sono diventati tre più tre, a fine anno scade l’ultima proroga, che faranno? C’è la questione dei sottoservizi, serve coordinarsi, capire dove sta andando la città, chi e più o meno quando, tornerà in centro storico. Il vecchio ragionamento per cui l’amministrazione non è mai pronta, il settore pianificazione avrebbe chiesto un aggiornamento del dato socio economico per il preliminare del Prg, datato dicembre 2014, ma nessuno ha l’esigenza di avere il polso della città che cambia, almeno trimestralmente. Comanda molto il caso. Nardis mi saluta con un have a good day, buona giornata in stile british, contracambio la gentilezza, è in ferie, rimaniamo che ci risentiamo, riaggancio, e mi sembra di stare sempre più fuori dal mondo.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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