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PROGRAMMAZIONE FONDI UE, L’AQUILA NON S’E’ MAI SEDUTA A QUEI TAVOLI
stampa pagina 9 settembre 2015
Dovrebbe uscire entro settembre il primo bando regionale a valere sui fondi europei Por Fesr, 2014-2020, un totale di 231milioni e mezzo di euro disponibili per l’Abruzzo, sperando che siano spesi e non siano rimandati indietro. Il confronto con Bruxelles è stato lungo, nel gennaio scorso formularono 192 osservazioni, e poi ancora revisioni ed ulteriori modifiche perché fossero più concreti gli obiettivi ed i risultati attesi. Più d’una volta l’Ue ha posto l’accento negativo sull’agenda digitale, il rischio alluvioni ed ancora mobilità urbana, nei quattro capoluoghi e patrimonio culturale. Tra le primissime osservazioni tirarono in ballo proprio L’Aquila, nient’affatto protagonista nemmeno sul proprio patrimonio distrutto dal sisma, tant’è che sottolinearono il fatto che la città ferita, sarebbe stata “sicuramente bisognosa di un intervento quantitativamente superiore a quello delle altre città”. Ma è mancato il protagonismo del capoluogo di Regione, che solo a chiacchiere rivendica un ruolo prioritario. Nei cinque mesi di confronto, dove nessun referente aquilano ha chiesto nulla, ci sarebbe stato un incremento di risorse, nella suddivisione totale, a vantaggio del patrimonio e della mobilità, di quattro milioni di euro. Nessuno sa in che misura, non ne sanno nulla in questa città. Già la Regione Abruzzo, ma tutte le regioni italiane, hanno le idee piuttosto confuse sulla digitalizzazione, la banda larga, la mobilità e l’inquinamento, lo sviluppo sostenibile, la valorizzazione del patrimonio ma ci si deve buttare a pesce per forza in una programmazione, sebbene poco concreta, e l’Ue lo sa, solo per cercare d’intercettare fondi. Naturalmente D’Alfonso fa la propria parte, rivendicando che l’Abruzzo “è tra le prime Regioni a vedersi approvato il Por”, serve ora concretezza e progetti. Il governatore si augura che le imprese, i giovani, le persone ed i territori si preparino ad investire, ma probabilmente ancora non si sa bene che succederà. E mi preoccupo molto per L’Aquila. 25milioni di euro per i quattro capoluoghi per diventare smart nella mobilità e nella fruizione dei beni culturali significa avere dei progetti, ed il capoluogo terremotato non li ha. E’ recentissima una delibera con cui la Giunta Cialente s’impegna a cercare bandi europei per fare progetti e prendere risorse, siamo quindi all’anno zero. Ricerca e sviluppo, competitività delle imprese, riduzione del rischio idrogeologico e sismico, tutela delle risorse naturali e culturali e sviluppo urbano sostenibile potrebbero restare parole al vento, mentre territori montani limitrofi fanno i loro giochi e intercettano bei milioni per progetti veri. Senza polemiche.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
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