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“INTERROGATO IL MORTO NON RISPOSE”
stampa pagina 14 settembre 2015
Soleva ripeterlo mio nonno quando, se pur sollecitati, gli interlocutori non rispondevano. Un silenzio significativo ed inquietante quello della “triade”, Massimo Cialente, Stefania Pezzopane e Giovanni Lolli che, in tutt’altre faccende affaccendati, non si rendono conto che con la loro incuria, c’è chi sta sottraendo un “tesoretto” di ben 20milioni di euro alla nostra città, agli aquilani terremotati ed all’economia del comprensorio.
Non solo non rispondono questi nostri politici nostrani, ma non rispondono nemmeno quelli di IDeA Fimit Spa che, in una commistione tra pubblico/privato, avevano costituito il “Fondo Istituzionale Gamma Immobiliare”, “dedicato” all’acquisto di immobili abitativi da destinare a soddisfare esigenze sociali in L’Aquila (costituito con apposito D.P.C.M. dell’aprile 2009), società a prevalente capitale privato: 65% Dea Capital Spa (società del Gruppo De Agostini) – 30% Inps - 5% Enasarco.
È legittimo chiedersi come mai la dotazione di 20milioni, dall’Inpdap, sia confluita in un Fondo gestito da una società privata controllata dal Gruppo De Agostini? (la maggior finanziaria immobiliare italiana). La cosa puzza di bruciato lontano un miglio se è vero com’è vero, che IDeA Fimit Spa gestisce infatti oltre 30 fondi di investimenti immobiliari che s’intersecano fra di loro come “matrioske”, per un valore complessivo di circa 10miliardi di euro. Ed ancora: come, quando e con quale motivazione la dotazione di 20milioni è stata affidata, senza possibilità di controllo e verifica degli investimenti, all’IDeA Fimit Spa?
Tutti sappiamo che la dotazione di 20milioni di euro è “dedicata” e pertanto deve essere investita per l’acquisto di abitazioni oppure è stata “distratta” verso altri impieghi immobiliari più redditizi per IDeA Fimit, in L’Aquila e/o fuori città, ma c’è di più. Perché se la dotazione deve essere investita, tanto ritardo dal terremoto? Cosa si aspetta? A vantaggio di chi?
Oppure dobbiamo credere che vi sia veramente un collegamento con le reiterate richieste di cambiamento di destinazione urbanistica, da commerciale/direzionale a residenziale, dell’immobile ex Inail (corso Federico II) la cui ristrutturazione, guarda caso, al momento del Bando d’acquisto lanciato da IDeA Fimit nel 2013, doveva ancora iniziare ed è stata ultimata solo recentemente, con l’utilizzo di rilevanti fondi pubblici (circa 15milioni di euro di indennizzo).
Tutto l’affaire, sicuramente desta dei sospetti e sarebbe opportuno che le Magistrature (penale e contabile) facciano una verifica sulla liceità dell’intera operazione.
In special modo se l’intera vicenda si mette in correlazione con l’imminente aumento di capitale deliberato dalla Idea Real Estate spa, società del Gruppo De Agostini, controllata da Dea Capital per circa 8oomilioni, sottoscritto: in parte da IDeA Fimit e da Dea Capital ed in parte tramite collocazione in Borsa.
Una serie di scatole cinesi che attraverso Dea Capital Spa, IDeA Fimit che gestisce il Fondo Gamma “dedicato”, Fondo Omicron Plus (immobili Unicredit), Innovation Real Estate, Ideal Real Estate Spa, si apprestano a fare il primo passo verso la tanto attesa quotazione in borsa. Antitrust permettendo.
Un nuovo interessante intervento…nella prossima puntata.
Peppe Vespa
Il pungiglione
Taccuino
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