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DEBITI ED ANOMALIE CONTABILI, LA POLITICA NON TOCCA I DIRIGENTI
stampa pagina 15 settembre 2015
Chi sa quando si ricomincerà a parlare della responsabilità dei dirigenti al Comune dell’Aquila. Che tradotto in soldoni, cioè nelle indennità che percepiscono per gli obiettivi raggiunti, vorrebbe dire decurtazioni potenti alle loro spettanze che al contrario, continuano a percepire al massimo. Parliamo dei debiti fuori bilancio che non riescono mai a quantificare, quindi dell’incertezza perpetua sull’avanzo di amministrazione che consentirebbe all’ente di erogare servizi, occuparsi di verde e strade, vincolato quest’anno per quasi due terzi, 33milioni di euro, al pagamento di debiti che potrebbero arrivare. C’è poi il frutto di atti giudiziari con cui pignorano somme alla Tesoreria, ma il settore competente non sottrae quasi mai quelle somme dalle disponibilità finanziarie. Si va avanti così da anni e non paga mai nessuno. Per tali carenze gestionali, l’ente non ha mai intentato azioni di responsabilità sui dirigenti, forse perché non è musica per gli orecchi di Massimo Cialente Sindaco. Al suo primo insediamento nel 2007, trovò una macchina amministrativa impaurita dal forte successo elettore ottenuto, decise però di mantenere poteri e ducati alla dirigenza, lasciando di fatto quella vischiosità di rapporti tra politica e gestione, che dietro le quinte tutto può. E se ci fosse commistione, sarebbe impossibile far pagare alla dirigenza la più totale superficialità nel tenere i conti. Giustino Masciocco, presidente della commissione bilancio, ha iniziato di nuovo stamattina l’ennesimo percorso per fare chiarezza. Ascolterà tutti i dirigenti, ma dai banchi della maggioranza che fedelmente occupa, potrà davvero poco, d’altro canto dall’opposizione, non sentiamo ancora una voce che chiami in causa la dirigenza. Sono 5milioni e sei le somme da regolarizzare rispetto alla Tesoreria, per circa 2milioni e quattro della Ricostruzione pubblica, e per un milione ed otto abbondante dell’Ambiente, si preferisce lasciar correre e lasciare che la contabilità del sisma, ad esempio, resti mescolata a quella ordinaria così da continuare a mestare le acque, così come non si chiariscono i rapporti con le spa ed i crediti vantati, perché la politica ha le mani legate da favori e clientele. Il ragioniere capo Giannangeli ha ammesso che più che sollecitare i settori a tenere bene i conti non possono fare, secondo l’Avvocatura comunale, d’altra parte, le sentenze vengono per tempo segnalate ai relativi settori, ad esempio la Santoro, dirigente incaricata della Pianificazione, ha spiegato stamattina che non si trovano le carte di un vecchio abuso edilizio degli anni novanta, dunque quel conto potrebbe restare sospeso per decenni, se ne potrebbe ricostruire la storia dalla sentenza, ma la politica non pretende mai efficienza ed efficacia e la dirigenza può tirare a campare.
Ale.c.
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