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CENTRALE A BIOMASSE

FUORI LE RESPONSABILITA’ DI MORONI E CIALENTE


stampa pagina 16 settembre 2015

Una centrale a biomasse al centro. Il sindaco Cialente e Moroni Una centrale a biomasse al centro. Il sindaco Cialente e Moroni

Si è tenuta stamattina una seduta della commissione territorio, su richiesta del consigliere Guido Liris, per fare di nuovo il punto con i comitati che non vogliono la realizzazione della centrale a biomasse a Bazzano, ma che hanno recentemente perso un ricorso al Tar, a seguito del pronunciamento del Consiglio di Stato, che ha dato ragione alla Futuris spa per andare avanti. I comitati sono rimasti da soli, devono pagare salate spese legali, valutano un ricorso in Cassazione, chiedono quindi al Consiglio comunale e ai tecnici di non arretrare nelle loro posizioni, e cioè nel diniego alla realizzazione della centrale. La prossima settimana sarà sentita l’Avvocatura ed ancora il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e il referente regionale dell’allora commissione Ambiente della Regione che diede l’autorizzazione all’impianto, continuando così la corsa contro il tempo e contro un impianto che “nessuno” ha voluto, ma di cui il Sindaco Massimo Cialente, l’assessore all’Ambiente Alfredo Moroni e l’allora presidente della Provincia Stefania Pezzopane, sapevano tutto. Ed ogni attore deve assumersi le proprie responsabilità. Il progetto fu presentato il 20 luglio 2009, Cialente partecipò alla conferenza dei servizi del 3 maggio 2010, diede parere favorevole in quella stessa data, e diede parere favorevole sotto il profilo sanitario il 16 giugno 2010, partecipò poi alla conferenza stampa di presentazione del progetto a Confindustria, il 22 settembre 2010, in occasione della quale, Antonio Nidoli, presidente di MA&D spa che con Futuris avrebbe realizzato il progetto, annunciò l’investimento da 30milioni di euro per la centrale, definendola “un’operazione che porta a compimento un percorso iniziato nel 2007 che ha visto coinvolti attivamente anche gli enti locali, territoriali e le pubbliche amministrazioni del territorio aquilano e della Regione Abruzzo in forte sintonia e concertazione delle parti”. In quell’occasione l’assessore Moroni, che subito dopo mentì dicendo che non ne sapeva nulla, della centrale, quando invece aveva concertato ogni cosa, si disse assolutamente soddisfatto del progetto. Ed è agli atti ufficiali della Futuris che ovviamente, quando alcuni consiglieri nel novembre successivo cominciarono a remare contro il progetto, ribadì ufficialmente che l’autorizzazione era stata “ottenuta a conclusione di un lungo iter che ha visto tutti gli organi preposti, compresi i rappresentanti del Comune, a dare il loro parere favorevole al progetto, ciò legittima la realizzazione dell’impianto nel rispetto del principio di legalità”. E questa è la storia. Ora bisognerà capire perché Cialente dichiarò in un’affollata assemblea a Paganica che non si sarebbe fatta quella centrale, sempre nel 2010, quando in altre stanze autorizzava il progetto, tant’è che subito dopo il Consiglio comunale, a maggioranza Pd, invece di votare il no secco, votò un’indicazione generica perché il progetto fosse “rivisto”. Ed eccoci qua. Bisogna interpellare proprio quegli attori e chiamarli in causa sulle false promesse oltre che sulle bugie, e farci casino su. Alzando un bel polverone sulle responsabilità vere, forse qualcosa nei giudizi ancora pendenti potrebbe cambiare.


Alessandra Cococcetta




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