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BENI CULTURALI, RICOSTRUZIONE LENTA E A MACCHIA DI LEOPARDO
stampa pagina 18 settembre 2015
Il punto della ricostruzione sui beni culturali, è stato fatto stamattina all’Auditorium del Parco, alla presenza delle autorità ministeriali sui beni e di esponenti della Guardia di Finanza, che ha sostenuto il restauro del Mammut con la donazione di 600mila euro, e che domani e dopodomani sarà eccezionalmente esposto al pubblico, nel bastione est del forte spagnolo, in occasione delle Giornate europee del patrimonio, dalle ore 9 alle 18. Si dovrà attendere poi il completamento dei lavori per la riapertura della sala, con schermi multimediali che ne spiegheranno la storia. Mancava il Sindaco Cialente, assente per impegni improrogabili ed al suo posto non ha mandato nessuno, segno di evidente incuria e scortesia istituzionale imperdonabili. C’era pochissima gente. Al primo cittadino peraltro, Lucia Arbace, direttrice del Polo Museale d’Abruzzo, alle prese con i ritardi tecnici nel riallaccio delle utenze, avrebbe voluto chiedere qualcosa rispetto al polo diffuso che si snoderà tra l’ex Mattatoio e il Forte spagnolo, il cui primo lotto per il rifacimento è in dirittura d’arrivo, per riaprire definitivamente l’estate prossima. Ma vista l’assenza, non ha potuto far altro che rimandare le proprie questioni. E questa è L’Aquila. L’incontro è stato coordinato da Antonio Gagliardo, segretario regionale Mibact, con Alessandra Vittorini soprintendente per L’Aquila ed i comuni del cratere, secondo la nuova impostazione ministeriale che alla ricostruzione ha fornito una struttura unica, mirante ad essere più veloce e trasparente. Finora sono stati spesi 600milioni di euro per la ricostruzione dei beni privati, più 100milioni, per i beni di proprietà pubblica. Dovrebbero arrivare altri 57milioni di euro per un programma stralcio redatto sulle ultime disponibilità Cipe, che dovrebbero far partire 55interventi da avviare nella prossima primavera, oltre che secondi lotti per diverse chiese aquilane, che riportiamo in un elenco a seguire insieme ai cantieri chiusi finora. I due terzi del centro storico dell’Aquila è patrimonio culturale, negli ultimi due anni sono stati portati avanti, secondo i dati citati dalla Vittorini, oltre cento cantieri di restauro di beni pubblici, i cantieri attivi sono circa 80, di cui 60 nel cratere, mentre sono quasi 127 i cantieri aperti nella ricostruzione privata, di cui 36 aggregati, nelle vie e piazze centrali, già completati o giù di lì. I progetti presentati fino al 5 marzo 2013 sono riferiti a 129 aggregati di cui 121 nel centro storico del capoluogo. Sono le pratiche della vecchia procedura. Con l’entrata in vigore della scheda parametrica, sono poi stati presentati progetti per 22 aggregati, tutti in centro storico, il cui esame è iniziato lo scorso marzo, 16 sono i progetti approvati, per gli altri 6 si attende la documentazione integrativa. E’ evidente come si rallenta l’intero processo con la nuova scheda parametrica introdotta dalla legge Barca, e mancano totalmente le frazioni. Non so se il dato complessivo sia incoraggiante, perché nessun attore dice qual è l’obiettivo e cioè quanto resta da fare, così da farsi un’idea concreta. D’altra parte i lavori sono a macchia di leopardo, non c’è ancora una strategia per rientrare in centro storico, per cui a cantieri chiusi, bisognerà sempre capire come farci tornare la gente soprattutto di giorno.
Alessandra Cococcetta
Il pungiglione
Taccuino
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